Quando ero bambina vivevo a più di un ora di macchina dal mare, le mie estati trascorrevano al fresco della montagna in attesa che i grandi decidessero di sacrificare una domenica e portarci a fare il bagno al mare. Quando finalmente la decisione era presa i miei genitori con i miei zii si organizzavano per tutta la settimana ed io con i miei cuginetti passavamo le giornate a fantasticare sull'enorme divertimento che ci attendeva, stando accorti ad avere un comportamento ineccepibile, non fare arrabbiare i nonni o qualsiasi grande nel giro di chilometri perchè era un attimo a giocarsi questo “bonus” che i nostri genitori ci donavano con grande sacrificio.

Il sabato sera andavamo tutti a dormire presto, ma io quasi sempre ero troppo eccitata e prendevo sonno solo qualche ora dopo che si spegneva l'ultima luce. I miei si svegliavano all'alba per preparare i panini con la cotoletta , le borse con il cambio, i salvagenti, il canotto, la merenda ed ogni genere di prima necessità. Partivamo poco prima che levasse il sole e noi bambini ci salutavamo dal lunotto posteriore delle rispettive auto, manifestando la contentezza con facce buffe e lamentandoci della sveglia presto ma la mamma ci riportava alla realtà: “ dobbiamo arrivare presto...dopo pranzo tra i pannolini,le stagnole e solo Dio sa quali altre schifezze, di certo non possiamo più farci il bagno.”
una volta finito di scendere dalla montagna si cominciava ad intravedere all'orizzonte il mare, l'entusiasmo di noi piccoli coinvolgeva tutti anche la mia mamma che non ha mai amato molto il mare. Arrivati a destinazione correvamo dritti verso l'acqua senza curarci di creme solari o di fare colazione.

Il mare rappresentava qualcosa di grande, di misterioso e divertente con il suo umore cangiante così come il suo colore che dopo le 14.00 si tingeva di un marroncino a tratti marrone scuro, la battigia si arricchiva di pannolini sporchi, stagnole che qualche ora prima contenevano succulenti panini,bottiglie di plastica, lattine e qualunque altro rifiuto non identificato.
Alle 15.00 massimo le 16.00 prendevamo la strada di casa, tristi per aver subito tutto quello stress, aver fatto i bravi per tutta una settimana solo per un paio di bagni. Tutte le volte tornando a casa mi chiedevo perchè la gente fosse così irrispettosa da prendere il mare come una discarica, il mare è di tutti e a scuola mi avevano insegnato che un bene comune va rispettato per la comunità intera, facendo ogniuno la propria parte perchè resti integro e fruibile a tutti.

In quella situazione io mi sentivo privata del mio diritto di fruire liberamente del mare perchè qualcun'altro, che magari lo vedeva tutti i giorni, lo usava come una pattumiera, perchè le industrie a pochi chilometri di distanza sversavano in mare i rifiuti di qualsiasi genere, e perchè qualcun' altro a largo aveva costruito una piattaforma per cercare petrolio. Per anni dopo pranzo mi armavo di sacchetto della spazzatura e di un guanto il lattice e raccoglievo dalla battigia i rifiuti degli altri, nella speranza che il mio comportamento fosse un esempio o che al massimo facesse sentire in colpa i responsabili di quei gesti incivili ma ho sempre incontrato derisione e stupore. Oggi le cose sono cambiate, almeno una buona parte dei bagnanti si comporta bene ed è difficile trovare pannolini abbandonati ma il problema inquinamento è sempre lo stesso. Anche se ci sono le leggi che regolano lo sversamento in mare da parte delle industrie, anche se la lotta “ombrina” sembra vinta, il problema resta ed è un problema mondiale.

Pesca illegale, scarichi illeciti, mala depurazione, cementificazione selvaggia, sversamenti di idrocarburi, ma davvero pensiamo che tutto questo non incida sui prodotti del mare che arrivano in tavola tutti i giorni?
Diversi studi parlano di contaminazione da metalli pesanti e tossine nel pesce che mangiamo. Se da una parte i controlli sanitari nazionali sono tra i più scrupolosi dandoci una garanzia di basso rischio non possiamo pensare di cavarcela così facilmente per sempre.
Bisogna che cominciamo a fare un consumo consapevole dei prodotti ittici e pretendere forme alternative di smaltimento dei rifiuti industriali e fogniari. Il mare non è una discarica infinita che possiamo riempire senza che tutto torni a galla prima o poi o peggio che raggiunga i nostri piatti.
Da tempo i nutrizionisti parlano di come sia più sicuro mangiare pesci di piccola taglia, ricchi di nutrienti e meno soggetti a gravi contaminazioni. Uno, tra tutti i prodotti del nostro mare è il simbolo della cucina mediterranea. Le alici, piccole prelibatezze che con il loro sapore impreziosiscono anche la più semplice delle paste e la verdura più scialba. In genere si preparano marinate, fritte in pastella o a sformato con le patate. Oggi vi preparo una versione del classico sformato aggiungendo diversi ortaggi cosi da fare il pieno di vitamine e sali minerali mantenendo un occhio alla linea e al portafogli.

SFORMATO DI VERDURE E ALICI AL LIMONE

Ingredienti:
500gr di alici
2 patate
1 melanzana grande
2-3 zucchine
5 capperi dissalati
½ cipolla
1 rametto di rosmarino
prezzemolo
½ limone
olio, sale e pepe


Preparazione:
pulite le alici e mettete a marinarle con la buccia grattugiate del limone, un po di succo, capperi tritati, olio, sale, pepe e prezzemolo.
A parte mondate tutte le verdure e tagliatele a fettine sottili regolari, condite con olio, sale, pepe, rosmarino. Quando sarà tutto ben insaporito adagiate sul fondo di una teglia uno strato di patate, poi uno di melanzane e in fine uno di zucchine sul quale farete uno strato di alici, ripetete l'operazione disponendo sopra le alici le zucchine, poi le melanzane in fine le patate e le alici e di nuovo zucchine,melanzane e patate, fino ad esaurire gli ingredienti. Infornate tutto a 180° per 35-40 minuti.

PER NON SPRECARE
 A casa ho dei gatti,quando sentono l'odore del pesce cominciano a miagolare e agirarsi per casa come degli invasati allora uso le teste delle alici,le interiora e gli scarti delle verdure per fare una pappetta che soddisfi anche loro. Faccio cuocere le verdure e gli scarti del pesce separatamente, terminata la cottura ripulisco il pesce da tutto ciò che potrebbe nuocere e lo aggiungo alle verdure riducendolo in una purea così da insaporire e una volta stiepidito anche i miei amici pelosetti fanno il loro pasto da re.