Prima della scoperta del nuovo mondo era l'unico dolcificante conosciuto, al 100 % naturale, il Miele ha nutrito e curato l'uomo già dall'età paleolitica, subendo un' arresto di consumo con la diffusione dello zucchero di canna o di barbabietola dal gusto più neutro. 
Lo zucchero subisce un così alto numero di lavorazioni che può diventare un vero problema per la salute favorendo la comparsa di malattie ossee, carie dentali, incrementando il rischio di diabete, alterando la flora batterica intestinale e conducendo ad una sorta di dipendenza.

In virtù di questi dati è da molto tempo che i nutrizionisti più coscienziosi consigliano la sostituzione dello zucchero con piccole quantità di miele che non solo ha un potere dolcificante superiore ma introduce un  numero inferiore di calorie, contiene piccole quantità di vitamine (gruppo B e C), elementi minerali, aminoacidi e enzimi che facilitano la digestione. Inoltre ha un effetto disinfettante che impedisce lo sviluppo di batteri intestinali ed è un ottimo antiossidante.

Insomma più conosco questo alimento più mi convinco che tornare alle origini può essere solo un bene ed è per questo che da diversi anni ho completamente sostituito lo zucchero con il miele. Non si può parlare di mile senza parlare di api, esse rappresentano un anello fondamentale della catena alimentare essendo responsabili dell'impollinazione di più del 30% del totale delle specie vegetali consumate dall'uomo, questo significa che quasi tutto ciò che arriva sulle nostre tavole dipende dal lavoro instancabile di questi insetti. Si stima che con la scomparsa di questi insetti si avrebbe uno sconvolgimento ambientale tale da rendere impossibile la sopravvivenza per l'uomo e per diverse specie animali, se le api si estinguono siamo condannati anche noi alla stessa sorte, ecco perchè da molto tempo l'ape è una specie protetta e sono nate diverse leggi che ne tutelano la loro esistenza e chi si preoccupa della loro salvaguardia e proliferazione. Qui in Abruzzo abbiamo una fiorente comunità di apicoltori che oltre a ricoprire il ruolo di difensori delle api e delle condizioni necessarie alla loro sopravivenza, producono tra i più svariati e variegati tipi di miele dalla qualità eccelsa.

Ho avuto modo di venire a conoscenza di tutto questo da alcune visite fatte ad aziende apistiche del parco regionale naturale del sirente velino che con grande passione non solo si dedicano alla produzione ma anche alla diffusione dell'informazione e della coscienza e conoscienza ambientale. Grazie a queste visite ho conosciuto mieli di eccellenza  come quello  di syderitis syriaca ( un miele fresco e profumato dal gusto fiorato), il miele di santoreggia ( delicato e vellutato al palato), la melata di quercia ( dal gusto e l'aroma forte, ottimo per piatti salati) ma anche i più comuni come quello di castagno, mille fiori, acacia e il mio preferito il miele di quercia, preso da un escursione nell'azienda “ Raggi di Sole” di Pescina, dove sono stata colpita dalla lunga chiacchierata fatta con Franco e sua moglie, due persone appassionate e accoglienti, ci hanno fatto sentire a casa, rispondendo pazientemente alle nostre domande fameliche di sapere.

Quel giorno ho avuto reale coscienza di quanto sacrificio ci vuole per produrre ogni singolo barattolo di miele e d'un tratto i pochi euro che si pagano per un vasetto mi sono sembrati una vera miseria in confronto alla dedizione e passione che ci vuole per produrlo.
Grazie a Franco ho voluto proseguire con la mia scoperta conoscendo anche l'azienda Ciaccia, dove il patriarca Vittoriano, apicoltore da generazioni ha alimentato la fiamma accesa da Franco.
Sono stati giorni bellissimi ricchi di conoscenza e di spunti di riflessione non solo dal punto di vista culinario ma sopratutto ambientale. Una cosa accomuna questi due uomini ed ogni apicoltore che si rispetti,  la consapevolezza delle condizioni di questo ecosistema e la responsabilità che hanno verso questi insetti affascinanti e tanto odiati da tutti, su ogni singolo apicoltore grava il peso della sopravvivenza del pianeta così come lo conosciamo. Cosa possiamo fare noi?

Smettere di consumare alimenti che vengono prodotti con notevoli emissioni di anidride carbonica, non affidarci più alle produzioni industriali ma preferire cibi meno belli,prodotti senza l'uso di pesticidi che avvelenano ogni essere vivente e sopratutto le api, consumare meno carni e derivati animali provenienti da allevamenti intensivi che oltre ad inquinare non rispettano la vita e decidere di conoscere a fondo i produttori di miele delle nostre parti e scegliere un miele regionale invece che quelli da banco di dubbia provenienza, costerà un po di più ma certamente ne guadagnerete in quelità e salute. Proprio per celebrare questa nostra realtà apistica vi propongo una merenda gustosa e sana che farà felici grandi e piccini e che in un lampo può trasformarsi in un ottimo dessert della domenica.
 
MUFFIN AL MIELE DI QUERCIA, NOCI E CIOCCOLATO
 
 Ingredienti:
150gr di farina integrale
100gr di noci tritate
50gr di cacao amaro
30 gr di olio di oliva
70 gr di miele di quercia
2 uova
30 gr di cioccolato tritato
 1 bustina di lievito
100 ml di latte  o latte di soia
30ml di rum(facoltativo se si hanno dei bambini)
la scorza grattugiata di un arancia
 
Preparazione:
 
in una ciotola sbattete le uova con l'olio e il miele scaldato leggermente ( io lo lascio a scaldare sul termosifone tiepido, si scioglierà dolcemente senza scaldarsi troppo, preservando così tutte le sue qualità). Poco per volta aggiungete la farina senza setacciarla, vogliamo mantenere la sua consistenza rustica, il cacao, la buccia di arancia, le noci, il latte, il rum , il cioccolato tritato e in ultimo il lievito.il composto dovrà essere sodo ma facilmente lavorabile se dovesse risultare eccessivamente duro potete stemperarlo con un po di latte. Trasferite il composto negli stampi da muffin precedentemente oliati e infarinati facendo attenzionea riempirli non più che per  i due terzi, in cottura lieviteranno molto e in questo modo eviterete la fuoriuscita dagli stampi.
Informate a forno statico per una ventina di minuti a 170°
 una volta pronti, usate uno stecchino per essere certi della cottura potrete consumarli così magari spolverando leggermente con del cacao e saranno ottimi per la colazione o la merenda oppure potete accompagnarli ad una crema alla vaniglia o al rum.
 

PER NON SPRECARE
 
Dalla preparazione vi avanzerà l'arancia usata per la buccia, fatene subito una spremuta che potrete bere al momento o utilizzare per la crema di accompagnamento dei vostri tortini, e non penserete mica di buttare la polpa che resta nello spremi agrumi : io la frullo e la inserisco nella preparazione dei muffin, conferirà una nota gradevole e una maggiore sofficità all'impasto.