In questo periodo mi sto appassionando ai forti legami che l'Abruzzo ha con le regioni vicine, in particolar modo sull'influenza e la condivisione di alcune preparazioni con la Campania ed il Lazio.
Basti pensare all' amatriciana, tipico piatto nato nell'acquilano e divenuto bandiera della cucina romana o ancora della scamorza riconosciuta prodotto agroalimentare tradizionale del centro-sud e prodotto massicciamente per lo più in Campania e Molise ma evidente in diverse preparazioni Abruzzesi.

La scamorza è un formaggio a pasta filata di latte vaccino o di bufala, prende il suo nome dal lavoro del casaro quando con le mani “scamozza” la pasta per conferirle la tipica forma a pera. In cucina è ideale nelle preparazioni di primi piatti che necessitano di una leggera gratinatura o ancora per secondi piatti e antipasti. Oggi ho deciso di dedicare un piatto che leghi la tradizione casearia della Canpania con i pomodori tipici abbruzzesi in una ricetta ispirata dalla cucina Romana.

Per rispondere alle polemiche un po troppo spinte, scagliate contro chef che probabilmente si sono spiegati male o semplicemente hanno commesso un errore. Nei giorni scorsi ho visto davvero troppa violenza verbale, come se non si potesse sbagliare.
In fine dei conti siamo tutti Italiani, Abruzzo e Campania,poi, hanno buona parte della storia e delle tradizioni culinarie condivise, pensiamo alla pasta e fagioli il concetto è lo stesso, ciò che cambia è solo il formato di pasta, in Abruzzo sono le sagne (simil tagliatella spezzata) in campania sono laine (simile a un tagliolino un po più corto).

Capisco perfettamente lo sgomento di sentir dire che l'arrosticino non ha origini Abruzzesi ma mi chiedo perchè non ci sia la stessa rabbia ogni volta che si parla dell'amatriciana come di un piatto romano, o ancora del cus cus siciliano che ha evidenti origini marocchine. La cucina è amore e tolleranza, serve per creare rapporto tra le persone non per farsi la guerra a chi ha inventato cosa, perchè se davvero dovvessimo far così allora la maggior parte del cibo che mangiamo non potremmo utilizzarlo, visto che è di origini non mediterranee e non dovremmo neanche sperimentare piatti di ispirazione etnica o addirittura usare spezie provenienti da parti del mondo lontanissime e di grande rilevanza non solo nella cucina ma per la salute.

La mia scamorza alla checcha vuole essere in questo discorso un modo per fare pace e lasciar perdere polemiche inutili, mettiamoci tutti a tavola e godiamoci la grande tradizione culinaria del nostro bel paese che è presente da nord a sud con preparazioni creative, tecniche antichissime e sapori ineguagliabili.

Perchè scamorza alla checca? La pasta alla checca è un tipico piatto romano, consiste nel condire la pasta con pomodoro, scamorza e pecorino romano, io ho deciso di farne un piatto unico che in piccole porzioni rappresenta anche un allegro antipasto. Ho deciso di utilizzare una scamorza Campana e il tipico pomodoro a pera dell'Abruzzo. Questo piatto a base di latticini è molto semplice e veloce ma per la grande quantità di grassi non può essere consumato a cuor leggero, i latticini sono in cima alla piramide alimentare, ciò significa che vanno consumati saltuariamente, come un premio per le papille gustative, alla fine di una brutta settimana di lavoro.

SCAMORZA ALLA CHECCA

Ingredienti per 4 persone:

2 scamorze bianche
2 pomodori a pera d'Abruzzo
4 fettine di prosciutto crudo
60 grammi di pecorino romano
farina q.b.
Olio
sale, basilico e origano

Preparazione:
Tagliate la scamorza a fette alte mezzo centimetro, oliatele leggermente ed infarinate, quando la piastra sarà ben calda ponetele in cottura, intanto tagliate i pomodori a cubetti e conditeli con olio, sale, origano e basilico. Appena le scamorze saranno ben filanti, ponetele su di un piatto e adagiatevi sopra il prosciutto, condite con i pomodori e finite con una spolverata di pecorino.

PER NON SPRECARE
dalla preparazione vi resteranno le porzioni più fibrose del pomodoro, non gettatele via sono un ottimo alleato per la nostra bellezza a costo zero.
l pomodoro ha effetti portentosi sulla pelle per via del proprio importante contenuto di vitamina A e di vitamina C. La polpa di un pomodoro fresco, frullata al momento,e applicata sulla pelle del viso per 15-20 minuti come se si trattasse di una maschera, per poi passare ad un risciacquo delicato è efficace per contrastare le manifestazioni dell'acne, a favore di un migliore aspetto della pelle.
Per ottenere un trattamento in grado di minimizzare i pori dilatati, sarà necessario mescolare la polpa di un pomodoro fresco con alcune gocce di succo di limone. Il composto così ottenuto applicato sulle zone del viso maggiormente interessate dalla presenza di pori dilatati, viene fatto agire per 15-20 minuti e risciuaquato, noterete subito la differenza. Inoltre se le punture di zanzara si manifestano con particolare gonfiore e fastidio, provate a strofinare su di esse una fettina di pomodoro o poche gocce di succo di pomodoro per ottenere un immediato effetto di sollievo.