Le ricette di Carmen .
La scorsa domenica approfittando della splendida giornata di sole mi sono avventurata alla scoperta della nostra bella regione e visto il cordoglio per la scomparsa di Umberto Eco abbiamo deciso di fare visita a Rocca Calascio, un posto splendido, immerso tra le montagne che regala sensazioni ed emozioni che sanno di antico.

Avendo deciso di fare il percorso più impervio che necessitava di una buona preparazione fisica, dopo la scalata e la visita dettagliata durata più di 4 ore, i panini preparati e trangugiati non sono bastati a placare la fame della comitiva che avendo ancora energie, ha deciso di seguire il consiglio della guida incontrata lì, un giro ad uno dei borghi più vicini :  Santo Stefano di Sessanio.

Di presunte origini romane, ha avuto un grande ruolo nello sviluppo della pastorizia e della transumanza. Santo Stefano divenne poi, base operativa del  commercio della lana carfagna, sotto la famiglia Medici, nel XIX secolo con l'unità d'Italia e la cessazione delle attività di transumanza il borgo si avviò verso la decadenza, frenata a stento dalla popolazione che con tutte le sue forze ha cercato di salvaguardare il patrimonio artistico, architettonico e agroalimentare.

Nel 2004  è arrivata la svolta, un imprenditore svedese che ha acquistato una porzione delle strutture fatiscenti, le ha ristrutturate e riconvertite in albergo diffuso, spingendo così stranieri ed italiani a scoprire la rilevanza storica, naturalistica e agroalimentare dell' Abruzzo e della valle di Navelli.

Oggi il borgo riserva angoli di estrema bellezza, e dopo aver placato la nostra fame da lupi in una bottega dalla quale siamo usciti con gli zaini pieni di saporiti formaggi, girovagando per  il comune ci siamo imbattuti in barattolini di ottimo miele e cofanetti minuscoli di pregiatissimo zafferano.

Ma una fra tutte è la specialità di Santo Stefano e quella me la sono scelta con cura, la Lenticchia, prodotto tradizionale della regione Abruzzo.
La zona di produzione che rende speciale questo seme è il versante meridionale Aquilano del Gran Sasso a mille metri di altitudine. Coltivato fin dall'antichità in purezza, evitando qualsiasi ibridazione nel 2008 si è sentita la necessità di tutelare l'importanza economica ed agronomica di questa specie di lenticchia, sotto richiesta dei produttori si è costituita un' associazione per la tutela e la valorizzazione del prodotto creando così un disciplinare tecnico di produzione.

La lenticchia di Santo Stefano di Sessanio ha dimensioni piccolissime (diametro di 2- 5 mm), ha una forma globosa-appiattita-lenticolare ed un colore molto più scuro delle lenticchie comuni che varia dal violaceo al marrone screziato, sono molto saporite, non richiedono  ammolo e hanno una cottura molto rapida. Tornata a casa ho messo subito in ammollo altri legumi e lessato le castagne raccolte sulla majella, il giorno dopo mi sarei fatta una bella zuppa che mi avrebbe confortato dell'acido lattico nei muscoli e il viso screpolato dal vento freddo. La mattina ero quasi emozionata nel preparare la delizia che avevo in mente, vi lascio la ricetta della mia zuppa di legumi e castagne, vegana, gluten free, sana e deliziosa anche il giorno dopo.
 
ZUPPA DI LEGUMI E CASTAGNE
Ingredienti:
100gr di ceci di navelli
100gr di piselli
100gr di fagioli borlotti
250gr di lenticchie di Santo Stefano di Sessanio
150gr di castagne lessate con alloro e spellate
2 carote
1 cipolla
1 spicchio di aglio
2 coste di sedano
3 foglie di salvia
1 rametto di rosmarino
peperoncino
zenzero, sale olio.

Preparazione:

Innanzi tutto procediamo a lessare  ceci, fagioli e castagne, io utilizzo i piselli del mio orto che congelo crudi e quindi non necessitano di ammollo e cottura in acqua.
Prepariamo un soffritto tritando finemente la cipolla e il sedano, tagliamo la carota a cubetti non troppo piccoli e mettiamo a soffrigere il tutto aggiungendo l'aglio, il peperoncino e lo zenzero. Appena il tutto avrà assunto un aspetto dorato aggiuniamo le lenticchie, il rosmarino e la salvia, copriamo con un po di acqua e lasciamo bollire per 10 minuti, a questo punto aggiungiamo i piselli che si saranno decongelati e facciamo cuocere, Quando saranno a metà cottura aggiungiamo i fagioli, i ceci e le castagne, procediamo alla cottuta per ancora 5 minuti, aggiustiamo di sale e la zuppa è pronta per essere servita, se gradite potete accompagnarla con crostini di pane aromatizzato all'origano.
 
PER NON SPRECARE

Dalla preparazione vi avanzeranno le foglie del sedano, potete riutilizzarle preparando delle ottime frittelle che accontenteranno anche i più piccoli. Preparate una pastella con farina, parmigiano, sale uova ed acqua, mischiate all'interno le foglie di sedano e quanche dadino di scamorza.
Ricordatevi che per una perfetta riuscita le foglie di sedano dovranno prevalere in quantità rispetto alla pastella, che deve servire più che altro da “collante”. Friggetele in olio bollente versando l'impasto a cucchiaiate. Servite ben calde con una insalata fresca e una salsa allo yogurt. In poco tempo avrete un secondo piatto economico e saporito.