Il Toxoplasma gondii è una specie di protista parassitario che vive nei gatti e in altri animali a sangue caldo e può causare la toxoplasmosi nell'uomo.

L’acquisizione dell’infezione durante la gravidanza è frequentemente associata a malattia grave nel neonato

 IL gatto, E SOLO SE E’ INFETTO può costituire una fonte di di contagio di  toxoplasmosi, situazione tra l’altro MOLTO RARA!.

Con una corretta igiene giornaliera della lettiera si evita FACILMENTE  la possibile contaminazione dell’uomo

L’oocisti immatura viene liberata con le feci del gatto. 


Esistono poi casi di toxoplasmosi primaria complicati da sintomi gravi, quali l'infiammazione della zona visiva dell’occhio (corioretinite, che può compromettere la vista) e dell’encefalo, oltre a sintomi attribuibili a una malattia autoimmune

La toxoplasmosi è ad alto rischio nel caso in cui venga contratta in gravidanza: l'infezione può infatti passare al bambino attraverso la placenta, provocando in determinate circostanze malformazioni o addirittura l'aborto o la morte in utero.  La toxoplasmosi rappresenta dunque un importante elemento di cui tenere conto nell'ambito della salute materno-infantile.

La toxoplasmosi è una delle zoonosi parassitarie più comuni in tutto il mondo. Il suo agente eziologico, Toxoplasma gondii, è un protozoo polyxenous che ha sviluppato diversi potenziali vie di trasmissione all'interno e tra le diverse specie ospiti. 
Se viene contratto durante la gravidanza, la trasmissione del Toxoplasma gondii può avvenire verticalmente tramite i tachizoiti che raggiungono il feto attraverso la placenta. 
La trasmissione orizzontale di T. gondii può coinvolgere tre fasi del ciclo di vita, cioè l'ingestione di oocisti infettive dall'ambiente o di cisti di tessuto o tachizoiti che sono contenute nella carne o frattaglie primarie (visceri) di molti animali diversi. 

La trasmissione può avvenire anche attraverso tachizoiti contenuti nei prodotti del sangue, trapianti di tessuti o latte crudo.  
In passato è stato considerata come un'importante via di trasmissione all'uomo il consumo di carne cruda o poco cotta, in particolare di maiali e pecore.
Tuttavia, recentemente è stato dimostrato che la prevalenza di Toxoplasma gondii in animali produttori di carne è diminuito notevolmente negli ultimi 20 anni, in zone con gestione agricola intensiva. Ad esempio, in diversi paesi dell'Unione europea, la presenza di T. gondii nei suini da ingrasso è ora inferiore all'1%.
Considerando questi dati è improbabile che la carne suina possa ancora risultare una delle principali fonti di infezione per gli esseri umani in questi paesi. Tuttavia, è probabile che le principali vie di trasmissione possano essere diverse tra popolazioni umane con differenze di cultura e abitudini alimentari. 
Nelle Americhe, i recenti focolai di toxoplasmosi acuta negli esseri umani sono stati associati con la contaminazione di oocisti nell'ambiente.
Pertanto, i futuri studi epidemiologici sulle infezioni da Toxoplasma gondii dovrebbero prendere in considerazione il ruolo di oocisti come potenziali fonti di infezione per gli esseri umani, e i metodi per il relativo monitoraggio che sono attualmente in fase di sviluppo.