Caro Charlie
sono A…… ho 9 anni e in quella “lasagna” ho perso tutto..  Ho perso la mia bellissima mamma e il mio forte papà.. Quella notte ero solo, avevo paura. Era buio e sentivo urla e pianti. E non sentivo l’odore buono della lasagna come quella che preparava la mia nonna…
Sai? Mi dispiace aver visto quella vignetta.. Però ti racconto qualcosa di bello! Sono arrivate qui tante buone persone.. Tante mani hanno scavato e hanno estratto vivi più di 215 amici! Charlie! Sai tu quante sono 215 vite?!! Il mio popolo in pochi giorni ha raccolto più di 15 milioni di euro.. Hanno mandato qui tantissime cose.. Pensa che ad un certo punto non c’era più spazio per metterle!! Pensa sono venuti anche in moto ad aiutarci! Ci hanno costruito delle tende e ci cucinano sempre cose buone.. Mi hanno promesso che mi costruiranno una scuola e tante case nuove.. E non è come dici tu! Qui la mafia non c’è.. Il mio era un piccolo vecchio bellissimo paese nel centro della nostra vecchia e stanca Italia. Ma il cuore del mio popolo è grande grande!
Però di una cosa sono contento. Si, sono contento di non essere francese, di non essere nato in un paese che permette ad un giornale di prendere in giro le vite di 294 persone, delle loro famiglie, di una nazione intera.


Un testo complesso, argomentato ed eccessivo per un bambino o una bambina di 9 anni. Così come la falsa lettera della bambina di 7 anni chiamata Annalisa, non vi sono riscontri se non tramite le condivisioni Facebook e qualche sito che raccoglie l’hashtag riportato (#Charliehebdo).

Non possiamo dire con certezza da chi abbia avuto origine, ma la lettera è un insieme dei commenti negativi diffusi in questi giorni sulla vignetta e sul settimanale francese, tutti ordinati e associati ad un/a bambino/a per renderla virale (quando si parla di bambini gli utenti social iniziano a perdere la testa).

Detto questo, nulla da dire in merito ai contenuti della lettera. Parole che toccano nel segno..