Dalle mie escursioni, di cui vi ho parlato ampiamente sono riuscita a portare a casa un delizioso barattolino colmo di filamenti dal colore rosso fuoco, tirandone delicatamente via qualcuno mi sono sentita catapultata in un mondo magico, che emozione avere tra le mani l'oro d'Abruzzo, lo zafferano dell'Acquila, un colore ed una consistenza che non ha nulla a che vedere con lo zafferano che trovi in polvere al supermercato o gli stigmi che si reperiscono facilmente nella grande distribuzione. Il profumo è rotondo e delicato, il sapore è quasi privo di quella nota amara e invadente a cui siamo abituati, il colore rilasciato in preparazione prende le note del giallo limone fino ad arrivare al colore dell'oro in filigrana, niente a che vedere con le tinte aranciate che notiamo in molti tipi di zafferano prodotti all'estero.

La storia Abbruzzese è correlata alla coltivazione dello Zafferano già dal XIII secolo, quando fu fondata la città dell' Aquila, all' epoca esistevano documenti antichissimi che descrivevano la coltivazione ed il commercio di questa meravigliosa spezia, il nucleo di nascita di questa tradizione poi diffusa in tutte le zone interne dell'Abruzzo è la valle di Navelli.
Il commercio di questa esotica e preziosa spezia si diffuse sopratutto verso le città più importanti e più ricche : Milano, Venezia, Francoforte,Marsiglia, Vienna, Norimberga ed Augusta. Raggiunse il massimo dello splendore  nei primi del novecento per poi avviarsi ad un lento declino, la tradizione fu portata avanti da piccole produzioni tramandate di generazione in generazione. Questo e solo questo ha permesso negli ultimi tempi, grazie ad un rinnovato amore per questa antica coltura, di avviare un' azione di tutela e diffusione di questa spezia che ancora oggi viene portata avanti con le stesse antichissime tecniche usate da millenni, perchè le uniche rispettose del delicato fiore e degli stigmi che devono conservarsi integri per poter essere utilizzati.
Per questi morivi nel 2005 l'Unione Europea ha conferito allo zafferano dell' Acquila la Denominazione di Origine Protetta (DOP). L'area DOP comprende tutta la provincia dell'Aquila con altitudine compresa tra i 350- 1000m s.l.m.
La raccolta dei fiori avviene attorno alla seconda quindicina di ottobre prima della loro schiusa all'alba. Alla loro sfioritura una volta portati al coperto, vengono asportati gli stimmi che, sistemati su un setaccio, sono messi sulla brace di legna di mandorlo o quercia per la tostatura.
Dopo la tostatura il peso degli stimmi si riduce ad un sesto del peso iniziale, con il 5-10% di umidità residua. La produzione di un kg di zafferano richiede circa 200.000 fiori e 500 ore di lavoro. Qesto laborio nella produzione aumenta notevolmente il costo che si agira tra le 15-20 euro al grammo, spiegando esaustivamente l'appellativo di oro d'Abruzzo.

Pocanzi vi ho parlato della mia sensazione di magia nel manipolare gli stimmi pronti per la cucina, nulla di meno indicato per descrivere le innumerevoli utilizzi e credenze legate allo zafferano, si credeva anticamente che inducesse il buon umore, aiutasse le donne durante il periodo premestruale, ottimo conciliante del sonno, consumato in infuso inducesse l'aborto di gravidanze indesiderate e fosse al contrario un ottimo afrodisiaco,  insomma era la spezia per molte pozioni di stregoneria se non fosse che recenti studi hanno confermato non solo le antiche credenze ma addirittura hanno riscontrato che per la ricchezza di vitamina A lo zafferano aiuta a contrastare la degenerazione maculare dell'occhio in età avanzata. Ed io alla luce di tutte queste notizie mi sono imfilata il mio grembiule ed ho cominciato la pozione d'amore per conquistare il cuore del mio amato, preparando un piatto leggero ed afrodisiaco che permettesse di assaporare la fragranza di questa spezia e testare le qualità pocanzi descritte. Ho scelto un risotto alla zucca che di afrodisiaco non ha davvero nulla al quale ho aggiunto lo zafferano e dei semi di zucca tostati.

RISOTTO DI ZUCCA ALLO ZAFFERANO  DELL'AQUILA
Ingredienti:
100gr di zucca gialla
1 carota
½ cipolla
1/3 di bicchiere di vino bianco Passerina DOC
1l di brodo di pollo
200gr di riso
3stimmi di zafferano dell'Aquila
30 gr di pecorino canestrato di Casteldelmonte
20 gr di semi di zucca sgusciati e tostati.
timo, sale, pepe olio
Preparazione

Cominciamo con il tritare la cipolla e la carota, e soffriggiamo in una casseruola, quando sarà ben dorata aggiungiamo la zucca mondata e ridotta a cubetti abbastanza piccoli con un pizzico di timo e sale, quando sarà ben cotta tiriamola via dalla cassaruola e tritiamola bene al coltello ( in questo modo non si vedrà e anche i maschietti più schizzinosi la mangeranno senza accorgersene), oppure se preferite lasciatela ben visibile. Intanto mettiamo a tostare il riso nella stessa casseruola, ricordate che per un buon risotto la tostatura deve essere di almeno 3 minuti, sfumiamo il tutto con un goccio di vino Passerina Abruzzese e poi proseguiamo con la cottura aggiungendo poco per volta il brodo bollente. A parte prendete una tazzina da caffè riempitela di brodo bollente e mettete in infusione gli stimmi di zafferano, così permetterete che si reidratino e sprigionino il sapore, il profumo e la tipica colorazione, l'infusione ottimale deve essere di almeno 30minuti il tempo necesserio per la perfetta preparazione del nostro risotto. Dieci minuti al termine della cottura inserite la zucca mescolate ed aggiustate di sale, dopo cinque minuti, sminuzzate bene gli stimmi in infusione e versate il brodo di infusione nella casseruola a cottura terminata mantecate con il pecorino di Casteldel monte e guarnite con un pizzico di pepe e i semi di zucca tostati ed ancora tiepidi.

PER NON SPRECARE
Se dovesse avanzare del risotto potete preparare degli arancini di riso aggiungendo al centro delle vostre sfere del formaggio a pasta filata tipo scamorza, impanare, passare nella farina, nell'uovo ed in fine nel pan grattato, sono ottime sia fritte che al forno.
Non gettate neanche i semi di zucca tortati, divideteli in piccoli mucchietti e versatevi sopra o del caramello al limone oppure del cioccolato aromatizzato leggermente al peperoncino, saranno degli sfizziosi fine pasto ed ottimi coadiuvanti dell'effetto afrodisiaco dello zafferano.