Pescara . Secondo uno studio condotto dal Comitato Nazionale dell' Artigianato e della Piccola e Media Impresa , sez Abruzzo , Pescara sarebbe il traino economico della regione e in , controtendenza con le altre province , starebbe vivendo una nuova fase della propria economia grazie a un boom di nuove imprese .

Una fotografia, quella del CNA che nella realtà non sembra trovare un riscontro tangibile, numeri che fanno piacere e ben sperare ma che per ora si notano poco. In effetti sono tante, troppe le saracinesche che si abbassano per non riaprire in città a causa della crisi economica che continua a mordere le caviglie degli imprenditori e che , sicuramente continueranno a subire anche i colpi del cattivo stato di salute dell'ambiente che , inevitabilmente, tra blocchi del traffico e una stagione turistica che potrebbe partire con i divieti di balneazione , danneggia i commercianti e gli operatori turistici che dovrebbero essere uno dei " motori " della città di Pescara .

Eppure i numeri del CNA Abruzzo dovrebbero essere esatti, quindi come si concilia un'incremento nel numero delle imprese con le tante attività che chiudono i battenti ? Probabilmente la risposta si può trovare in una diversa lettura del censimento effettuato : a giusticare un'incremento del numero delle imprese di Pescara con una vera e propria esplosione del comparto dei servizi con 538 le imprese in più, con numeri consistenti nel commercio (+157), nella ristorazione (+78) e nelle attività immobiliari (+40) .

Non sono aumentate invece le imprese ce producono , anzi il dato allarmante è proprio che queste stanno drammaticamente soffrendo : flette di 208 unità il comparto artigiano tornando così ai minimi storici facendo registrare numeri identici a 15 anni fa .
Va male anche l'altro settore che dovrebbe trianare l'economia , quello dell' edilizia  che , seppur in ripresa , ha fatto registrare la chiusura di ben 121 imprese nell'ultimo anno .
C'è poco da rallegrarsi quindi, se a Pescara le cose non vanno bene , nel resto della regione va anche peggio . La buona performance di Pescara e del suo territorio permette di occultare, ma solo in parte, il cattivo andamento regionale poichè nel 2015 le iscrizioni in Abruzzo sono state 8.689 e le cessazioni 8.556, per cui le nuove imprese sono state solo 133. Un valore notevolmente inferiore rispetto alle 305 del 2014.