In una sorridente e tiepida domenica d’ottobre, l’Abruzzo prosegue nella raccolta delle olive, che contrariamente allo scorso 2014, quest’anno appare molto più redditizia.

Un bilancio positivo, secondo i primi risultati per l’anno 2015: la raccolta iniziata in anticipo, grazie anche al clima, vede i frantoi al lavoro per trasformare il frutto della terra degli agricoltori in ‘prodotto d’oro’, risultato di un duro lavoro, ma soprattutto conseguenza dell’amore e delle cure che gli stessi agricoltori hanno sviluppato per la propria terra.

Nell'olio abruzzese, c’è un vero e proprio investimento per le famiglie che sono certe di utilizzare il ‘frutto’ del proprio lavoro; e lo scorso anno, che si è chiuso con un bilancio disastroso, rimane, almeno per il momento, un brutto ricordo. Infatti, molte famiglie, certe di un risultato negativo, lo scorso anno non hanno nemmeno iniziato a raccogliere le olive.

Quest’anno invece, si dobvrebbe tornare ad un’annata positiva, con una quantità stimata di circa 110/120mila tonnellate di olive per un totale di 13/14mila tonnellate di olio, con una qualità ottima per l’andamento climatico favorevole che ha impedito anche il diffondersi della mosca olearia che non ha disturbato la regolare crescita del frutto.

Sono numeri che fanno dell’Abruzzo il quinto produttore d’Italia con tre Denominazioni di origine protette (Colline Teatine, Pretuziano, Aprutino Pescarese) su 43 a livello nazionale e tre tipologie autoctone: dritta, gentile, toccolana e tortiglione.

Uliveti e frantoi dunque, ora, sono i protagonisti assoluti del periodo; attorno alla raccolta delle olive si sviluppa una vera e propria festa, nell’attesa del risultato, che solo il produttore alla fine potrà davvero giudicare, sfatando previsioni oppure addirittura correggendole perché in alcuni casi potrebbe essere andata “meglio del previsto” e, fortunatamente anche le condizioni metereologiche sembrano andare incontro a quanti sono impegnati nella raccolta delle olive.

 Alessandra Renzetti