Non solo contatori di energia intelligenti e automobili connesse. L'Internet of Things (IoT) è soprattutto questo (Smart metering e Smart car rappresentano insieme quasi la metà del fatturato IoT in Italia, con poco meno di 2 miliardi di euro nel 2017 sul totale di 3,7 miliardi toccato lo scorso anno), ma l'Internet delle cose (o meglio degli oggetti) avrà un ruolo sempre più rilevante anche nel mondo industriale. Per esempio, grazie all'IoT è possibile monitorare in tempo reale il funzionamento di un impianto produttivo, raccogliendo dati utili per studiare logiche di manutenzione predittiva che consentano di limitare gli stop alla produzione. O nel caso di guasti si può intervenire in modo più veloce grazie alla migliore diagnosi. O ancora, un produttore di macchinari, grazie alla loro connessione, può raccogliere i dati sul loro utilizzo e registrare le esigenze dei clienti o le funzionalità più usate per migliorare le versioni successive dei macchinari stessi. I progetti di Industrial IoT (I-IoT) più diffusi in Italia sono legati al controllo dell'avanzamento della produzione (31%), alla manutenzione preventiva (28%), a un maggior supporto agli operatori nello svolgimento delle attività sulla linea (22%) e al material handling (20%). A seguire le soluzioni per garantire l'efficienza energetica nella fabbrica (17%) e un miglior controllo qualità nelle fasi produttive e di assemblaggio (14%). Manutenzione predittiva (11%), sicurezza sul lavoro (8%) e gestione del ciclo di vita dei prodotti (5%) sono tra le applicazioni meno diffuse, ma sono anche quelle che potrebbero avere impatti più rilevanti.

È questo uno degli aspetti rilevati dalla ricerca dell'Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, presentata nei giorni scorsi a Milano al convegno «Internet of Things: connessi o estinti!».

 

C'è un comune denominatore che lega i due rami, IoT e Industrial IoT, ma quest'ultimo ha dei requisiti propri delle applicazioni industriali come la continuità di funzionamento e la reattività. Malgrado i rischi nella gestione, perché mancano ancora interoperabilità e standard condivisi, c'è sempre maggior interesse verso l'utilizzo di soluzioni I-IoT da parte delle imprese. In Italia l'Industrial IoT è trainato dal piano nazionale Industria 4.0, che sta agendo a tappeto per diffondere le soluzioni IoT nelle aziende e che prevede, nel quadriennio 2017-2020, agevolazioni a vantaggio delle imprese che investiranno in Ricerca e Sviluppo. Infatti, se fino a un anno fa l'indagine aveva rilevato scarsa consapevolezza delle imprese italiane verso la digitalizzazione e l'ammodernamento tecnologico, oggi la situazione e completamente diversa. A testimonianza di ciò il fatto che il livello di conoscenza del tema Industria 4.0 sia salito notevolmente: l'8% delle imprese dichiara di non conoscere tale fenomeno (25% nel 2016), circa un terzo ha partecipato a eventi e incontri di approfondimento e oltre un quarto sta valutando come passare dalla teoria all'azione.

«L'Industrial IoT in Italia è in pieno fermento e avrà un ruolo sempre più rilevante nel mondo industriale, con grandi consorzi e alleanze che scendono in campo per favorire interoperabilità e accesso ai dati», commenta Giovanni Miragliotta, responsabile scientifico dell'Osservatorio Internet of Things. «Ma, nonostante sia in costante crescita il numero di imprese capaci di comprendere le opportunità offerte da questo ambito, c'è ancora molto lavoro da fare per sfruttarle appieno».