Pescara . Ripulire le acque del fiume Pescara è la priorità per salvaguardare anche il mare . Grazie alla collaborazione con l' Università G. D'Annunzio , sono stati censiti tutti gli scarichi nel fiume da Brecciarola fino alla foce in prossimità della spiaggia della Madonnina a Pescara.

La ricerca dell' 'Universita' degli Studi di Pescara-Chieti commissionata dal Servizio Gestione dei rifiuti  ha individuato 48 punti di scarico di acque reflue, di questi 39 sono risultati attivi e 9 non attivi al momento del rilevamento. Dei 39 scarichi attivi, 36 sono stati campionati e analizzati. Molti di essi superano i limiti dei valori stabiliti dal decreto legislativo 152 del 2006 ed e' stata riscontrata nelle analisi la presenza di diversi metalli .

Sarà la Regione ad intervenire, lo ha dichiarato il sottosegretario alla Giunta Regionale con Delega all'Ambiente Mario Mazzocca in un incontro, nella sede della Cna Abruzzo :

"Utilizzando i poteri che ci affida la legge, anche con la protezione civile, provvederemo a chiudere queste discariche abusive l'altra parte del problema riguarda il sistema sortivo e fognario  su cui abbiamo dovuto recuperare un ritardo di tre anni sui fondi per 170 milioni di euro a disposizione per sanare la situazione di tutta la regione e che non sono stati ancora spesi. Adesso i soggetti gestori, titolati a progettare ed eseguire i lavori, hanno tutti già appaltato e nel caso del fiume Pescara per 35 mln".

I problemi , però , non finiscono qui , oltre agli scarichi nel fiume , c'è anche da considerare la pessima abitudine ( criminale ) delle discariche abusive : nel tratto di 20 km analizzato dalla ricerca della D'Annunzio infatti , sono state scoperte anche 19 punti in cui vengono abbandonati rifiuti inerti e speciali , ed inquinanti , che contribuiscono a peggiorare la qualità delle acque e dei sedimenti che vanno a depositarsi sulle spiagge.