Il Delfino di Massimo Oddo affronta il Cagliari primo in classifica. Tornano all’Adriatico, da avversari, Melchiorri Balzano e Capuano, Salamon vede la partita dalla panchina. I padroni di casa adottano il 4-3-1-2 con Fiorillo in porta, Crescenzi e Zampano sulle fasce, Zuparic e Fornasier centrali, centrocampo affidato a Mandragora Torreira e Verre con Valoti alle spalle delle punte Cocco e Lapadula. Modulo speculare per il Cagliari di Rastelli con Storari tra i pali, Balzano, Capuano, Krajnc e Pisacane in difesa, Deiola, Di Gennaro e Dessena a centrocampo, e Joao Pedro dietro le due punte Melchiorri e Cerri. I biancazzurri partono bene non si fanno intimorire da ospiti abituati al palcoscenico della serie A, inizialmente concedono poco e trovano la profondità. E’ una partita piuttosto rude con diversi falli che l’arbitro Maresca non sembra saper contenere nel migliore dei modi.  Risultato:  “scontro” è ricco di ammonizioni ed anche un espulsione. Cartellino rosso per Di Gennaro perché dopo aver commesso un brutto fallo su Verre, e scatta la prima ammonizione, protesta vistosamente e le ammonizioni diventano due. Espulsione. L’episodio che sblocca l’incontro arriva comunque al 6’ della ripresa con Lapadula che, distintosi nel mucchio in area rossoblu, deposita il pallone alle spalle di Storari: esplode l’Adriatico e il bomber va a  festeggiare sotto la curva dei tifosi biancazzurri. Dopo il gol il Cagliari si butta in avanti cercando il pari ma il Pescara è compatto e concede poco ai suoi avversari. Finisce uno a zero, con  Storari migliore in campo visto anche che al minuto 17 si supera deviando in angolo il destro a giro del biancazzurro  Caprari  evitando al Cagliari una sconfitta più imbarazzante. Tra le sostituzioni spicca quella di Melchiorri accompagnata da fischi e da applausi. Non servono nemmeno i sei minuti di recupero concessi da Maresca per muovere un risultato inequivocabile, con un Pescara che con questa vittoria inizia a farsi spazio tra le grandi che ambiscono alla serie A.

Augusto Bucciarelli