Scendono occupazione e ricchezza, salgono tasse e debiti: questo è il risultato di uno studio effettuato dal Movimento Cinque Stelle in Abruzzo che parla di "effetto flop" del Presidente D'Alfonso e lancia un hashtag #flopdalfonso. 

Lo  studio analizza i numeri, al di là degli annunci fatti alla stampa, ecco la situazione reale della Regione.

Maglia nera per l’Abruzzo.

Numeri che evidenziano un vero e proprio bollettino di guerra per la regione “facile e veloce” che era stata promessa in campagna elettorale dal Presidente D'Alfonso; numeri che parlano inequivocabilmente di una regione più povera, più lenta e soprattutto che paga più tasse ed ha meno servizi.

A rilevare questa drammatica verità sono gli studi del Cresa, dell'Istat e del ministero del Lavoro che srotolano numeri negativi, aridi testimoni, di una mala gestione regionale che, al di là degli annunci sulla stampa, racconta chiaramente  quello che è successo ad un anno e mezzo dall’insediamento di questa maggioranza di Governo: un #flopdalfonso.

Ecco l'analisi nel dettaglio.

LAVORO

Se mettiamo a confronto i dati sull’occupazione, vediamo che, mentre in Italia la situazione si muove in favore dell’occupazione, in  Abruzzo facciamo un passo indietro segnando il  -5,4 % mettendo a confronto IV Trimestre 2015 su IV Trimestre 2014.

Così la Regione Abruzzo si classifica penultima in Italia per assunzioni e per occupazione.

Mentre in Italia il numero di occupati sale dell’ 1% in Abruzzo sotto l’Amministrazione D’Alfonso raggiungiamo un -2 %.    

REDDITO, IMPRESE E CREDITO

Scende anche il reddito procapite nel 2015 che in Italia segna un - 0,4% ma in Abruzzo addirittura arriva ad un  - 1,6 %

Clamoroso anche il calo delle Imprese attive  sul territorio siamo a un – 1,3 in Abruzzo, che spicca sul – 0,3 Italiano. Imprese con presenza giovani fra amministratori, costi e quota capitale >50% nel 2014 di D’Alfonso segna un ulteriore    -3,6%. Non è una Regione per giovani, e non c’è garanzia che tenga.

Scende anche il credito alle imprese artigiane, che segna un – 8%. Ultima in Italia.

TASSE E DEBITI

I segni positivi, si trovano esclusivamente sull’aumento delle tasse,  infatti la Revoca sulla riduzione delle addizionali regionali e la mancata reintroduzione del provvedimento segnano un più +30%.

Per quanto riguarda invece la spesa pubblica abbiamo un aumento di disponibilità ed indebitamento.  Infatti, dal 2016 la Regione potrà disporre di ulteriori 53 milioni grazie al termine di una prima parte di debiti sulla sanità e ulteriori 40 milioni per maggiori entrate da mancata riduzione delle tasse.  Quest'ultimo, fa di fatti segnare un tassello nero rispetto alla diminuzione del cuneo fiscale, dimostrando una regione poco attenta agli incentivi alle imprese e alle politiche del lavoro.

Preoccupante, infine, l'ulteriore indebitamento di + 100 milioni approvato con la “Legge Pietrucci” poche settimane fa. Numeri, che se messi insieme, fra maggiori disponibilità e maggior indebitamento, permetterebbero l'attuazione di importanti misure di rilancio che non sono assolutamente rinvenibili del DEFR.

SANITA'

Sulla sanità crescono anche le soglie di budget per le cliniche private che segnano un + 8milioni annui, di contro, i cittadini perdono 4 Punti Nascita (Penne, Atri, Ortona, Sulmona) limitando, di fatto, la qualità e la sicurezza alle cure per madri e nascituri.

QUALITA’ DELLA VITA

Il  #flopdalfonso si ripercuote anche sulle città della Regione in cui, secondo il 24 ore, si vive male, molto male, rispetto alle altre città italiane. Su un campione di 104 città Pescara, dove il Presidente ha fatto il sindaco e che ancora oggi sta pagando pesanti debiti fuori bilancio, risulta all’80esimo posto, segue L’Aquila al 77esimo, poi Chieti al 74esimo ed infine la “migliore” delle peggiori è Teramo con un 71esimo posto.