"Ringrazio la magistratura per aver sottoposto a scrupolosa validazione e approvato il mio operato da sindaco di Pescara. Resta il rammarico per l’interruzione di un percorso amministrativo riconosciuto a tutti i livelli e che stava dando frutti preziosi per la città"

Con queste parole, il Governatore della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso esprime la propria soddisfazione, non senzauna punta di rammarico, per l'esito del Processo di Appello "Housework" che ha confermato l'assoluzione in primo grado dalle accuse di tangenti negli appalti del Comune di Pescara che di fatto lo costrinse alle dimissioni.

Già dalla sentenza di primo grado dell'11 Febbraio 2013 Luciano D'Alfonso e la maggior parte degli imputati erano stati assolti dai contestati reati di associazione a delinquere, corruzione, concussione, peculato, abuso e falso per gli appalti al Comune (per gli altri imputati era scattata la prescrizione), fu il P.M. del Tribunale di Pescara Gennaro Varrone a richiedere il ricorso in Appello nei confronti dell' ex Sindaco di Pescara.

Questa mattina, dopo due ore di consiglio, la Corte d'Appello, presieduta dal Giudice Luigi Catelli, ha assolto, oltre al Governatore anche tutti gli altri 16 imputati:
Massimo De Cesaris, Angelo De Cesaris, Pierpaolo Pescara, Fabrizio Paolini, Rosario Cardinale, Giacomo Costantini, Nicola Di Mascio, Pietro Colanzi, Alberto La Rocca, Carlo Toto, Alfonso Toto, Giampiero Leombroni, Marco Mariani, Francesco Ferragina, Antonio Dandolo, Vincenzo Cirone.
Si chiude così l'inchiesta giudiziaria iniziata nel 2006 che il 15 dicembre 2008 all'arresto dell'allora Sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso
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G. Palmieri