Una nuova guerra a scuola, dopo quella contro minigonne e pantaloni a vita bassa: il nemico da annientare? Il tacco a spillo.

A dichiarare battaglia contro abbigliamenti succinti e modaioli e contro particolari tipi di calzature è, da anni, sempre lo stesso istituto scolastico: l'istituto Tecnico Industriale di Avezzano (L'Aquila).

Mentre nel passato la mannaia disciplinare aveva colpito i pantaloni a vita bassa, ritenuti sintomo di sciatteria, oggi le motivazioni della circolare contro i tacchi superiori a 4 centimetri attengono la sicurezza delle persone, infatti, il dato relativo agli infortuni in ambito scolastico, dovuto all'uso di particolari calzature (tacchi a spillo, zeppe, infradito), ha indotto le autorità scolastiche dell'Itis di Avezzano a emanare una circolare con la quale si richiamano studenti, personale impiegatizio e ausiliario al rispetto delle norme sulla sicurezza nei posti di lavoro.

"La direttiva non è frutto di una fantasia puritana - ha dichiarato la preside, Anna Amanzi - ma di un'esigenza seria, cioè insegnare agli studenti la prevenzione e l'educazione, soprattutto in una zona ad alto rischio sismico come la Marsica".

I professori, però, ritengono eccessiva la direttiva ed anche gli studenti hanno dimostrato qualche perplessità, visto che ora il tacco è entrato a far parte della quotidianità.

Analoga circolare sulla sicurezza è stata emanata anche dalle autorità dell'Accademia delle Belle Arti dell'Aquila raccomandando agli studenti di non scendere le scale con le mani in tasca poiché il rischio di caduta è maggiore. È quanto precisa l'ingegner Mario Colella, responsabile della sicurezza dell'istituto tecnico industriale di Avezzano e dell'Accademia di Belle Arti dell'Aquila. Si tratterebbero dunque di misure preventive che trovano riscontro nel decreto n.81/2008 con il quale all'articolo 20 si invitano i lavoratori a prendersi cura della propria e dell'altrui salute.