Erano appene scese dall'autobus nella vicina stazione e camminavano per la centralissima Piazza salotto per trascorrere spensierate una giornata estiva tra shopping e mare, quando, all'altezza della Nave di Cascella, sono state avvicinate da due giovani, balordi, che le hanno puntato il coltello alla gola per rapinarle.

Le due ragazzine, spaventatissime non hanno potuto far altro che consegnare tutto quello che avevano: borse, soldi e cellulare sperando solo che quei due delinquenti non le facessero del male. Soltanto una, in verità, è riuscita con destrezza a non consegnare i soldi, nascondendo il portafoglio sotto un asciugamano.

I due aggressori, di circa 20 anni, che parlavano con accento Rom, compiuta la rapina si sono dileguati tranquillamente sotto lo sguardo di molti passanti che non avevano capito cosa stesse succedendo e di nessun agente delle forze dell'ordine. Le due ragazzine invece, terrorizzate, hanno deciso di riprendere l'auto e tornare a casa per raccontare la brutta avventura i propri genitori.

"Non riesco a credere che un fatto del genere si verifichi in pieno centro, a Pescara." - Ha dichiarato il padre di una delle due 15 enni - " Non parliamo di una strada di periferia, e non parliamo di una rapina consumata di notte. È successo alle 9.30 del mattino a piazza Salotto e mi chiedo come sia possibile. È forse necessario girare con la scorta in città?" - e rivolgendosi alle forze dell'ordine - "Non è facile per un genitore accettare che i propri figli non possano neppure andare
al mare perché sono senza tutela. Se si consumano rapine come questa vuol dire che non c’è vigilanza, non ci sono controlli e io non riesco proprio a mandarlo giù"

20 e 21 anni, corporatura normale, pantaloncini e t-shirt (una bianca e l’altra bianca e rossa), e scarpe da tennis, e uno dei due aveva un cappellino in testa, è questo l'identikit che le due ragazzine hanno fornito agli investigatori.