Nelle prestigiosa location della Fortezza Borbonica di Civitella del Tronto è organizzata la mostra “Generazioni a confronto: Alberto Colazilli e Carmine Galiè” curata dal critico d’arte Massimo Pasqualone. Si tratta di due artisti abruzzesi di grande rilievo nel panorama culturale e artistico regionale e nazionale. La mostra è patrocinata dall’Amministrazione Comunale di Civitella del Tronto e dall’associazione Destinazionearte.

Il maestro Alberto Colazilli, noto come “pittore degli alberi”, presenta raffinati disegni a china, penna e pastelli che raffigurano paesaggi mediterranei , giardini, alberi monumentali oltre a fortificazioni e castelli immersi nella vegetazione lussureggiante.  

Un intellettuale artista che non usa l’arte in senso personalistico e fine a se stesso, ma anzi la plasma e la trasforma in energia per dare vita, per rinvigorire lo “spazio vitale” e combattere il degrado psico-fisico.

Colazilli è anche ricercatore, storico dell’arte e studioso del paesaggio ed è impegnato in numerose azioni di salvaguardia degli alberi e del paesaggio sul territorio abruzzese e nazionale  Scrive Colazilli: “L’Arte si manifesta con la sua opera di purificazione idealizzando la grandiosità delle meraviglie naturali e cambiandoci gli occhi in senso positivo. Scopo dell’Arte è proprio avere nuovi occhi per amare di più la Terra ed esaltare le positive energie dello spirito umano; e questa sublime conoscenza avviene lentamente e al tempo stesso poeticamente, si manifesta mentre si dipinge o si disegna un albero o un giardino. E quell’energia misteriosa che ne scaturisce ci consiglia con estrema dolcezza, sussurandoci nelle segrete stanze del nostro spirito, di imparare ad amare e rispettare le “Colonne del Cielo” che proteggono il mondo dai disastri.” 

Il maestro Carmine Galiè presenta il suo genio creativo in una esplosione di colori che suscitano nello spettatore sensazioni profonde ed inquietanti. Hanno scritto di lui diversi critici tra cui Massimo Pasqualone, Vitaliano Angelini, Miriam Travasi, Leo Strozzieri. Ha esposto in numerose località in Italia e all’estero vantando un curriculum artistico di grande valore.

La dimensione di Galiè è quella onirica, costantemente sospesa tra sogno e realtà, con una pittura fortemente dinamica che nasce da un io sensibile, muovendosi tra le metamorfosi dell’anima, con colori forti, ricca di mistero e quasi insondabile in alcune sue manifestazioni. Come scrive il critico d’arte Pasqualone, l’opera dell’artista “si fa investigazione, ricerca, abbraccio dei minuti e dei secondi, un po’ in linea con una rinnovata esegesi dell’attimo, di cui Galiè scandaglia profondamente ogni recondito mistero.”

Scrive invece Vitaliano Angelini che in Galiè “c’è sempre la sensazione di un evolversi inarrestabile, di uno scatto che non è possibile trattenere.”

“Un atto di pura pittura che si esprime nelle alchimie cromatiche e che segna nella variegatura cadenze e moti diversi, divenendo espressione di una energia tendente ad un suo spazio vasto”.

La mostra è allestita presso le sale espositive della Fortezza di Civitella del Tronto è sarà aperta dal 23 dicembre 2015 all’8 gennaio 2016.