L’attore e doppiatore Francesco Pannofino approda a Pescara con uno spettacolo del tutto nuovo; l’appuntamento dunque è per martedì 8 dicembre alle ore 21 presso il Teatro Massimo di Pescara dove presenterà al pubblico presente I suoceri albanesi.

Si tratta di uno spettacolo in cui emergono situazioni importanti ed in cui vengono sottolineati quei valori che, forse, oggi vengono messi da parte a causa delle difficoltà che la vita ci pone di fronte ma nel cuore, nessuno ha mai dimenticato.

Nello spettacolo c’è una famiglia borghese: un padre, una madre e una figlia.

Lui, Lucio, 55enne, consigliere comunale progressista, lei, Ginevra, 50enne, Chef  in carriera, con un passato fatto di lotte politiche e rivolte generazionali, conducono un’esistenza improntata al ‘politically correct’, cercando quotidianamente di trasmettere alla figlia Camilla, 16enne, questo loro stile di vita, pregno di valori importanti, di parole mai banali: l’importanza della politica, della solidarietà, della fratellanza.

Anche l’amica del cuore di Ginevra, Benedetta, erborista alternativa, in analisi perenne e ossessiva ricerca di un compagno, è la frequentatrice abituale della casa e non perde occasione per manifestare le sue fragilità.

Ma come in tutte le famiglie anche le incombenze pratiche occupano uno spazio importante nella vita di Lucio e Ginevra e la rottura di una tubazione del bagno di servizio, che rischia di allagare l’appartamento sottostante, occupato da un eccentrico Tenente Colonnello, obbliga i coniugi a chiamare una ditta per il restauro completo del servizio igienico. La ditta è formata da due ragazzi: Igli, 35 anni e Lushan di 18.

Sono albanesi, con una storia alle spalle di quelle che si leggono tutti i giorni sui quotidiani. Un esempio da seguire per Camilla e i giovani come lei. E’ questo che Lucio e Ginevra pensano, guardando a quella luce che illumina gli sguardi dei 2 ragazzi. Ma un giorno Lucio torna a casa ad un orario imprevisto e le certezze sue e di Ginevra crollano come un castello di carte.

Proprio in virtù di questa grande attenzione ai temi d’attualità, alla politica, e non solo, sono state poste delle domande a Pannofino, per conoscerlo meglio e capire il suo punto di vista: ancora una volta ha dimostrato grande disponibilità oltre che tanta simpatia.

Signor Pannofino: un doppiatore, quali regole non deve perdere mai di vista?

Non bere e non drogarsi prima dei turni!!!

Lei ha doppiato attori di grande spessore nel panorama del cinema internazionale, ha mai avuto difficoltà nell’interpretare un personaggio? Quale invece le è sembrato più adatto a lei?

Le difficoltà ci sono sempre in questo lavoro, ma di solito sono riuscito a cavarmela. In generale mi sento più vicino agli attori che doppio più spesso cioè George Clooney e Denzel Washington.

Tra le innumerevoli esperienze che ha avuto come attore di tv ce n’è una in particolare Giovanni Falcone, l’uomo che sfidò Cosa Nostra: chi è secondo lei Giovanni Falcone? Quest’uomo di cui l’Italia non smette mai di parlare …

Un eroe del nostro tempo, lui, insieme a Borsellino e a tutti gli uomini che hanno provato a scardinare il fenomeno mafioso, ma purtroppo non ci sono riusciti.

Quale, dei tanti personaggi da lei interpretati come attore di cinema o tv, le è sembrato più adatto a lei?

Sicuramente Renè Ferretti di Boris.

Nello spettacolo che presenterà al Teatro Massimo di Pescara I Suoceri Albanesi lei quali panni veste?

I panni di un politico progressista, alle prese con il conflitto generazionale con la propria figlia.

Qui si parla anche di valori importanti quali solidarietà, fratellanza: pensa che oggi questi valori siano penalizzati dalle difficoltà quotidiane che le persone vivono?

Indubbiamente si, ma noi con questa commedia, cerchiamo di far riflettere il pubblico sull’importanza di questi temi.

Cosa può fare la politica oggi?

Quello che dovrebbe fare sempre, occuparsi del bene comune.

Alessandra Renzetti