Tonino Giardini, rappresentante di Codiretti Impresa Pesca vuole chiarezza sul fermo biologico della pesca che sarà attivo tra poche settimane.

Blocco a suo dire demagogico che potrebbe danneggiare le attività della marineria abruzzese. 

Il fermo biologico 2015 dovrebbe precludere le attività di pesca con le reti a strascico oltre che sulla fascia costiera anche all’interno della vasta area della Fossa di Pomo, fino alla batimetrica dei 200 metri e interesserà sia l’area conosciuta come Fondale che i Fondaletti.
"A qualche settimana dall’avvio del fermo nel centro-sud Adriatico ancora non si ha contezza delle dimensioni dell’area preclusa per la segretezza nelle quale è stato blindato il provvedimento – dice Tonino Giardini, responsabile Coldiretti Impresa Pesca – vorremo rilevare che detta Fossa, per le marinerie dedite alle pesca che vanno da Civitanova Marche a Termoli, rappresenta una zona strategica per la pesca con i sistemi a traino. In tal senso, non possiamo quindi che sottolineare che tale provvedimento causerà non pochi danni economici al settore e forti resistenze. La condivisione sarebbe stata un elemento utile, se almeno si fosse iniziato con un certo anticipo a parlare di fermo biologico, per valutare gli effettivi benefici sugli stock ittici che abitano questi fondali. L’esperienza diretta e quasi quotidiana dei pescatori avrebbe potuto evidenziare il fatto che chiudere la vasta area della Fossa del Pomo e relative aree connesse, tra agosto ed ottobre, sarebbe del tutto ininfluente per la tutela delle forme giovanili delle specie che vi abitano bersaglio delle flotte pescherecce delle due sponde, poiché in questi periodi non vi è la presenza di considerevoli masse di giovanili. Tale azione di chiusura sarebbe stata forse più utile se effettuata precedentemente, ad esempio tra marzo e maggio. Pertanto ad oggi non si comprendono le finalità di tale preclusione"