E' stata la spezia più pregiata e affascinante, lo zafferano, ad aprire questa mattina la settimana dell'Abruzzo all'interno del Palazzo Coldiretti all' Expo.

Ad introdurre i sette giorni dedicati alle produzioni regionali e intitolati #exportiamoabruzzo, è stato l'accordo programmatico per favorire l'accesso dei giovani alla Banca dello zafferano, promossa dall'associazione 'Le vie dello zafferano' con lo scopo di rilanciare la coltivazione del crocus sativus.

Presenti all'evento, il direttore di Coldiretti Abruzzo Alberto Bertinelli, il presidente dell'associazione 'Le vie dello zafferano', Nicola Ursini, e due membri del direttivo, Roberta Di Paolo e Ettore Gentile giunti a Milano per promuovere l'iniziativa: "Il progetto - ha spiegato Ursini - consiste nella singolare idea di distribuire bulbi a titolo di prestito d'onore a nuovi coltivatori con la finalità di rendere meno oneroso l'avvio di nuovi insediamenti e incentivare le imprese giovanili rilanciando di fatto la produzione di zafferano, con un riferimento particolare alla Dop Zafferano dell'Aquila".

"Questa spezia è molto importante per la nostra regione e assume un significato speciale per il contesto in cui ci troviamo. Parlare dello zafferano all'interno di Expo - ha detto Bertinelli - vuol dire far conoscere questo prodotto in tutto il mondo, in un percorso di promozione che deve continuare anche alla fine dell'esposizione milanese con l'impegno di tutti i soggetti preposti alla valorizzazione del territorio".

Lo zafferano viene prodotto in Abruzzo in piccole ma preziose quantità: basti pensare che per un Kg di zafferano occorrono circa 200mila fiori e 500 ore di lavoro e che la raccolta dei fiori può avvenire per massimo 20 giorni tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre in un'area di produzione che comprende diversi comuni in provincia dell'Aquila.