Questa animazione mostra l'evoluzione della copertura di ghiaccio marino artico dalla sua massima estensione invernale, che è stato raggiunto il 24 marzo 2016,
il più basso mai registrato per il secondo anno consecutivo, al suo minimo annuale apparente, che si è verificato su 10 settembre 2016, ed è il secondo più basso in epoca
satellitare.

Il messaggio dell NASA:
Sea Ice Minimum 2016This animation shows the evolution of the Arctic sea ice cover from its wintertime maximum extent, which was reached on Mar. 24, 2016, and was the lowest on record for the second year in a row, to its apparent yearly minimum, which occurred on Sept. 10, 2016, and is the second lowest in the satellite era.


Un intenso scioglimento nei primi dieci giorni di settembre ha portato il ghiaccio marino artico a raggiungere l'estensione minima annuale il 10 settembre. A denunciarlo è la Nasa, i cui satelliti hanno rilevato una superficie ghiacciata di "appena" 4,14 milioni di chilometri quadrati (solo trent'anni fa erano oltre 12 milioni). Il 2016 si piazza così al secondo posto nella classifica degli anni caratterizzati dalle estensioni di ghiaccio marino più ridotte, alle spalle del 2012 (3,39 milioni di km quadrati) e appena davanti al 2007 (4,15 milioni di km quadrati). La classifica prende in considerazione gli ultimi 37 anni, cioè dall'inizio delle rilevazioni satellitari nel 1981.

Nei primi dieci giorni di settembre i satelliti hanno mostrato scioglimenti più rapidi del normale, con una perdita di superficie di ghiaccio marino pari a 34.100 chilometri quadrati al giorno (contro una media di 21mila chilometri quadrati).

Tale perdita, spiegano gli esperti, è stata marcata soprattutto nel mare dei Ciukci, situato tra l'omonima penisola e l'Alaska, un'area che ha risentito del passaggio di due intensi cicloni ad agosto.