Vivere costantemente nell'oblio di una droga letale e legalizzata dallo Stato. La dipendenza dal gioco d'azzardo, in particolar modo a quello delle slot machine, in molti casi diventa un'ossessione fino a far diventare violenti, rovinare delle famiglie, per non parlare dello sperpero di denaro ad essa connessa. Le slot machine, insieme ai gratta e vinci, sono tra le 2 cause di disturbi da gioco d'azzardo più rilevanti in Italia. Un indotto irrinunciabile per lo Stato ma che va a pesare sulla pelle delle persone. Non vogliamo chiederci come si faccia a sperperare patrimoni interi dietro a 'astuzie', per modo di dire, create ad arte per 'rubare' soldi. Non possiamo chiedercelo altrimenti cosa dovremmo dire per tutti i fumatori? Purtroppo tutti questi problemi sono equiparabili a quelli della droga e come tali dovrebbero essere trattati. Il mondo delle dipendenze è molto vasto e deleterio per tantissimi essere umani. Droghe, fumo, gioco d'azzardo, sesso, farmaci, cibo, alcol sono tra le più pericolose.  


Purtroppo una storia di come rovinarsi con le slot machine ci arriva proprio da Pescara. Stanca delle continue percosse, i litigi e la mancanza di soldi, dopo tanti anni di sofferenze ed ingiustizie, una donna di Pescara si è convinta a denunciare tutto ai Carabinieri. La squadra Mobile diretta da Pierfrancesco Muriana ha saputo del dramma di questa famiglia a Maggio, quando la vittima ha denunciato il marito 62 enne. Sposati da quasi trent'anni è dalla nascita del figlio, ormai grande, che il marito ha iniziato ad avere atteggiamenti sistematicamente violenti nei confronti della moglie. E a scatenare ira e aggressività è la dipendenza dal gioco d’azzardo.

Lo sa bene questa donna che ha visto sfumare i risparmi di una vita per colpa delle macchinette, e ogni volta che ha provato a negare i soldi al marito, costantemente alla ricerca di denaro, ha subito maltrattamenti sotto gli occhi del figlio, cresciuto in un clima di tensione e paura. Innumerevoli le aggressioni avvenute in quella casa ricostruite dalla donna quando ha deciso di liberarsi del peso ingombrante che la stava minando interiormente. 

Una escalation senza fine, che ha perfino costretto madre e figlio a cercare rifugio altrove, fino a quando la donna ha deciso di liberarsi rivolgendosi alla squadra Mobile.

Oggi il 62 enne di Pescara ha ricevuto dal giudice per le indagini preliminari, Gianluca Sarandrea, il divieto di avvicinarsi ai luoghi dove vivono e lavorano la moglie e il figlio, oltre ad alcuni parenti e amici a loro vicini, e impedendogli di avere con loro contatti di qualsiasi genere.


Che tutto questo e la forza di questa donna possano essere da monito alle tante persone che si trovano in situazioni simili. Bisogna trovare la forza di denunciare qualsiasi violenza, sia verbale che fisica. Qualora invece ci si renda conto di essere ludopatici bisogna chiedere subito aiuto. E' una malattia a tutti gli effetti e va curata come tale.



F.D.T.