Pescara. Altro avviso di garanzia relativo alle indagini sui divieto di balneazione "fantasma" cioè firmato dal Sindaco Marco Alessandrini e occultato, o, addirittura falsificato.
Questa volta a finire nel registro degli indagati è Tommaso Vespasiano alto dirigente comunale responsabile  Area Urbanistica - Settore Gestione e Controllo del Territorio.

Potrebbe aver falsificato l'ordinanza di divieto di balneazione, a lui è contestato il presunto reato di concorso in falso ideologico.
In pratica, l'ordinanza sul divieto di balneazione n 428 secondo il sindaco Alessandrini sarebbe stata redatta il primo agosto dopo lo sversamento in mare dei liquami il 28 luglio, e protocollata il 3 agosto perchè l'ARTA avrebbe fatto pensare che i livelli di inquinamento sarebbero scesi entro 2 giorni, precisamente come è successo, di conseguenza lo stesso 3 agosto ( appena protocollata) l'ordinanza sarebbe stata revocata in virtù delle nuove buone analisi dell'ARTA.

Ricordiamo però che intanto dal 28 luglio al 3 agosto i bagnanti della spiaggia in corrispondenza dello sbocco della fogna in viale Raiale hanno fatto il bagno in un mare inquinato da 30 mila metri cubi di liquami.

L'accusa invece ritiene che l'ordinanza 428 sulla balneabilità sia stata redatta direttamente quando il sindaco Alessandrini ha avuto i risultati positivi dell' ARTA cioè solamente il 3 agosto e non il 1 e falsificata retrodatandola al 1 agosto.

Un'indagine intricata ancora riservata soprattutto in attesa degli accertamenti sui due computer e su un cellulare usati da Vespasiano ,ma anche sul computer e sul telefono usato da Dezio e su un altro adoperato da un dipendente del comune che non risultano indagati, ma soltanto persone informate sui fatti.

Tutti aspettano le dichiarazioni di domani del sindaco Marco Alessandrini che già avrebbe dovuto riferire ieri in consiglio comunale che è però saltato per la seconda volta consecutiva nel mese a causa delle magliette del centrodestra con la scritta "Alessandrini dimettiti"