"Sapevo che le analisi del 31 sarebbero state negative, visto che era stato versato acido peracetico e chiunque sa che avrebbe ripulito il mare" questo sarebbe il motivo per cui il Sindaco di Pescara Marco Alessandrini avrebbe tenuto nascosta, o protocollata e annullata solo il 3 agosto, l'ordinanza di divieto di balneazione dopo lo sversamento di 30 mila metri cubi di liquami di fogna in mare a causa della rottura della condotta fognaria di Via Raiale. 

Il consiglio Comunale straordinario di ieri sera convocato per la terza volta per parlare della vicenda del mare inquinato, è stata l'occasione di Alessandrini per difendersi dalle accuse di aver "mentito" alla cittadinanza:
"L’opposizione ha cercato di trasformare questa vicenda in un’ordalia contro un sindaco eletto dalla vasta maggioranza dei cittadini" si è difeso il primo cittadino "Non mi presto a fare da capro espiatorio in questa vicenda montata da architetti della macchina del fango"

L'incontro, nella sala consigliare gremita di cittadini, sarebbe dovuto essere anche un momento di confronto - scontro con l'opposizione , sull'inchiesta giudiziaria scatenata dalla vicenda, ma Alessandrini ha preferito non fare nessun riferimento alla possibilità che l'ordinanza potrebbe essere stata falsificata e agli avvisi di garanzia che stanno piovendo in comune.

L'opposizione, comunque continua a chiedere le dimmissioni di Alessandrini da sindaco di Pescara:

"Parliamo di una città di 120mila abitanti piena di turisti in estate che sono andati a fare il bagno pensando che il mare fosse pulito. Ci si può fidare di un sindaco del genere?" Accusa Carlo Masci (Pescara Futura) , gli fa eco Enrica Sabatini (M5S) : "Se la gente non ha più fiducia in un sindaco, questo si deve dimettere"