Dirigenti scolastici sul piede di guerra in Abruzzo.

Nel mirino, il taglio del Fondo Unico Nazionale e la decisione unilaterale del Ministero e dell'Ufficio Scolastico Regionale di decurtare una quota della retribuzione di posizione variabile, e di non versare altri compensi dovuti, come il risultato e la parte finale delle reggenze.

Tali decisioni sono state analizzate dall'assemblea convocata da Anp Cida, l'Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalita' della Scuola (aderente alla Cida, l'organizzazione sindacale che rappresenta gli interessi generali dei dirigenti e delle alte professionalita' di tutti i settori socio produttivi), che si e' svolta all'Istituto Aterno Manthone' di Pescara il 23 ottobre.

"La condotta dell'amministrazione centrale e periferica - dicono i dirigenti scolastici - che procede in via preventiva alla decurtazione della retribuzione e' iniqua e inopportuna. Tra l'altro, si tratta di una situazione paradossale, derivante dall'inerzia dell'amministrazione per cui i nuovi dirigenti 'restituiscono' importi mai percepiti. Inoltre, e' una decisione in contraddizione con la volonta' di valorizzare la scuola e di assegnare ai dirigenti ulteriori risorse in ragione delle accresciute responsabilita', come stabilito nella Legge 107 del 2015 al comma 86".

"Tale inaccettabile condotta - continuano - e' aggravata dall'incuranza rilevabile nella mancata comunicazione della trattenuta da parte degli uffici competenti ai dirigenti: questo lede il rapporto fiduciario che dovrebbe legare i dirigenti delle scuole all'amministrazione scolastica centrale e periferica. Per tutto questo, sosteniamo l'Anp nelle azioni intraprese in sede giurisdizionale a difesa della retribuzione dei dirigenti: due ricorsi al Tar del Lazio contro Miur e l'Ufficio Scolastico Regionale Abruzzo e Lazio".

"Infine - concludono - impegniamo la Segreteria Nazionale e Regionale dell'Anp a mettere in campo ulteriori iniziative di lotta adeguate alla gravita' dei problemi".