Il personale della Polizia di Stato, appartenente alla Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Chieti, ha denunciato un operaio quarantenne residente nella provincia di Chieti per abusiva installazione di apparecchiature idonee ad intercettare a distanza comunicazioni altrui. L’attività di indagine scaturisce da una denuncia presentata contro il marito dalla moglie, che ha raccontato agli inquirenti di avere il sospetto che il coniuge potesse aver installato presso la loro abitazione apparati idonei ad intercettare comunicazioni tra presenti. Gli Agenti della Polizia di Stato, coadiuvati dagli operatori della Polizia Scientifica della Questura di Chieti, su delega dell’Autorità Giudiziaria, hanno pertanto effettuato una perquisizione nell’appartamento dei coniugi, rinvenendo un’apparecchiatura in grado di intercettare a distanza le comunicazioni tra presenti; l’apparato è stato sequestrato e l’uomo denunciato per il reato di cui all’art. 617 Bis codice penale, che prevede la pena della reclusione da 1 a 4 anni. Infatti l’uso di tali apparecchiature, per intercettare a distanza comunicazioni altrui, è illecito ed è espressamente punito dal codice penale, che tutela l’inviolabilità del domicilio.

Tali strumenti sono facilmente reperibili sul mercato e il loro utilizzo è semplificato dalla tecnologia dei moderni smartphone; vanno tuttavia usati correttamente con la consapevolezza delle conseguenze penali a cui si va incontro in caso di abuso.