Come ogni anno, in occasione del 25 novembre, “Giornata Internazionale per l’Eliminazione della violenza contro le donne”, l’Associazione Ananke Onlus impegnata quotidianamente nell’accogliere presso il Centro Antiviolenza di Pescara donne che hanno subito o stanno subendo qualsiasi forma di violenza di genere, rende pubblici i dati relativi all’attività svolta.

La raccolta dei dati che ogni anno compiono tutti i Centri Antiviolenza, (a partire da quelli afferenti all’Associazione nazionale D.i.Re - Donne in Rete contro la violenza, a cui appartiene anche il Centro Ananke), rappresenta uno dei compiti essenziali della loro attività e costituisce uno strumento di conoscenza, un'occasione di approfondimento e di riflessione sul fenomeno della violenza di genere, indispensabile nella predisposizione di strumenti di contrasto a livello operativo, culturale, normativo.

I dati riportati si riferiscono all’attività di accoglienza svolta dal Centro Antiviolenza nel periodo novembre 2014 - ottobre 2015. Il numero delle donne che si sono rivolte al Centro Antiviolenza Ananke nel periodo suindicato, mettendo a confronto il dato con quello della rilevazione precedente, riferibile al periodo novembre 2013 - ottobre 2014. E' possibile notare l’aumento sia delle donne che si sono rivolte per la prima volta al Centro antiviolenza, sia di quelle che sono state accolte e prese in carico, nonostante i giorni di apertura del Centro siano rimasti invariati.

Le donne che nel periodo novembre 2014 - ottobre 2015 si sono rivolte per la prima volta al Centro Antiviolenza Ananke per maltrattamenti, violenza e stalking sono state 483, mentre nell’anno precedente (novembre 2013 - ottobre 2014) sono state 315.

Si è registrato un significativo aumento anche delle donne che hanno iniziato un percorso di uscita dalla violenza: 120 donne prese in carico nel periodo novembre 2014 - ottobre 2015 rispetto alle 98 del periodo precedente.

A queste ultime si aggiungono 36 donne ancora seguite dal Centro e prese in carico precedentemente, in quanto il percorso da compiere, con tempi e modi che possono essere diversi per ciascuna donna, richiede una elaborazione complessa.

Nel periodo novembre 2014 - ottobre 2015, l'équipe del Centro Antiviolenza ha accolto e preso in carico 120 nuove donne. Coerentemente con i dati nazionali, si può confermare che la violenza è un fenomeno trasversale rispetto a classe sociale, età, livello culturale. La maggior parte delle donne accolte è di nazionalità italiana, ma è in crescita il numero delle straniere, in particolar modo delle donne dell'Europa non comunitaria, dell'Asia e del Sud
America.

Questo dato testimonia come le azioni di sensibilizzazione svolte dall’associazione ed anche dai nodi della rete, raggiungano sempre più le varie comunità presenti sul territorio, superando barriere linguistiche e culturali. A tale proposito, non trascurabile è la collaborazione tra le associazioni del Coordinamento Regionale Migranti di cui l'Associazione Ananke fa parte.

Sebbene la violenza di genere riguardi donne di ogni età, tra le donne prese in carico quest'anno dal Centro Antiviolenza prevalgono quelle che hanno un'età compresa tra i 30 ed i 49 anni e risultano in aumento le richieste delle donne più giovani.L'82% delle donne risiede a Pescara o in Provincia di Pescara, ma si sono rivolte al Centro anche donne provenienti da altre province o da altre regioni che, per motivi di sicurezza e/o di riservatezza
hanno preferito rivolgersi ad un Centro Antiviolenza non prossimo al proprio luogo di residenza.

Le donne subiscono violenza soprattutto all’interno di una relazione affettiva attuale o conclusa, confermandosi così che la violenza domestica continua ad essere predominante ed infatti il 43% sono coniugate o conviventi, ed il 30% esce da una relazione domestica violenta.

La maggior parte di esse inoltre ha uno o più figli, minorenni e/o maggiorenni, che assistono o hanno assistito alla violenza. Il livello d’istruzione è medio, ma risultano anche molte donne laureate. Il fenomeno della violenza colpisce donne di ogni condizione socio-economica e non solo quelle che dipendono dall’uomo per motivi economici. Il 52% lavora e lo stato occupazionale dichiarato è principalmente quello impiegatizio. Quando la donna non lavora il più delle volte dichiara di essere alla ricerca di un’occupazione.

La violenza domestica continua ad essere senza dubbio la più diffusa e frequente forma di violenza contro le donne, ma rilevanti sono anche i casi di stalking. La violenza maschile contro le donne si manifesta in forme diverse, il più delle volte in maniera combinata tra loro. La violenza psicologica e quella fisica sono le forme più frequenti e spesso sono associate anche a situazioni di violenza economica.

Le donne che si rivolgono al Centro chiedono non solo un aiuto, ma anche di potersi raccontare in una relazione di fiducia, che offra loro un ascolto non giudicante e garantisca la riservatezza. L'ascolto e l'accoglienza della prima richiesta di aiuto avviene in genere telefonicamente: il telefono è un mezzo molto efficace per superare il senso di vergogna connesso alla violenza e permette di salvaguardare l'anonimato e la riservatezza ed è accessibile a tutte le donne.

Sono in aumento le richieste di consulenza legale per ricevere informazioni sui diritti e sugli strumenti legislativi a cui fare ricorso per uscire dalla situazione di violenza. Anche le richieste di consulenza e sostegno psicologico sono aumentate e la costituzione dei gruppi di supporto psicologico, oltre a fornire un ulteriore servizio che risponde alle necessità espresse dalle donne, contribuisce a ridurre i tempi di attesa.

Partendo dai bisogni e dalle richieste espresse dalle donne accolte è stato strutturato un percorso di uscita dalla violenza, finalizzato al raggiungimento di obiettivi stabiliti con ciascuna donna, secondo tappe con lei concordate, in quanto ogni azione (denuncia, separazione, attivazione dei servizi, ecc.)
viene intrapresa solo con il consenso della donna.

Circa il maltrattante, i dati raccolti confermano che l'autore delle violenze è soprattutto l’uomo con cui la donna intrattiene o ha intrattenuto una relazione affettiva. Dalla lettura dei dati si evidenzia come, rispetto al maltrattante, una rilevante percentuale di donne non ha potuto o voluto dichiarare alcune informazioni. La maggior parte degli autori di violenza è di nazionalità italiana.Anche rispetto all'autore di violenza vi è trasversalità nell’età e nella condizione socio lavorativa.