Si è svolta questa mattina una conferenza stampa dei gruppi del centrodestra in Consiglio regionale, Forza Italia, Abruzzo Futuro e Ncd per illustrare la situazione di caos in cui versa la maggioranza di D’Alfonso. Presenti Lorenzo Sospiri, Mauro Febbo, Paolo Gatti (Forza Italia), Mauro Di Dalmazio (Abruzzo Futuro) e Giorgio D’Ignazio (Ncd).

“Una maggioranza di dilettanti allo sbaraglio – spiega Mauro Febbo – che domani in Consiglio regionale si presenterà con una serie di provvedimenti importanti sui quali abbiamo avuto appena 10 giorni per fare le doverose analisi. Stiamo assistendo a un totale disfacimento a cominciare dalla riforma del trasporto pubblico regionale e l’istituzione di Tua di fronte alla quale sono stati indetti ben 2 scioperi generali; per non parlare poi di ‘Garanzia giovani’ con la quale sono stati illusi 8.000 giovani. Sui fondi europei siamo i penultimi in Italia per capacità di spesa, da oltre un anno non hanno il coraggio di spiegarci cosa vogliono fare e non viene convocato il Comitato di sorveglianza. Anche sulla caccia ci sono evidenti criticità, a cominciare dalla gestione dell’emergenza cinghiali tornata alla ribalta dopo i fatti di Cefalù: due anni fa avevamo proposto un regolamento sugli ungulati per censimento e abbattimento controllato. Ma i controlli spettavano alla Polizia provinciale che oggi viene sciolta e i 62 agenti saranno costretti a fare i vigili urbani. Si salvano 180 dipendenti di Abruzzo Engeneering o si concedono 8 milioni in più alle cliniche private ma non trovano i fondi per la Polizia provinciale. Inoltre non si fanno le nomine (vedi Arap) ma domani approda in Aula il “garante dei detenuti” senza che l’opposizione conosca i nomi dei pretendenti”.

Il Capogruppo di Forza Italia Lorenzo Sospiri evidenzia l’importanza di due provvedimenti che “saranno discussi fuori dall’ordine del giorno: il riordino della Province e il salvataggio dell’Isa sui quali il centrodestra ha le idee chiare e posto delle condizioni precise. Si devono trovare i fondi per il trasporto degli studenti disabili (che ripartirà il 7 settembre), così come devono essere prese in considerazione anche le altre istituzioni culturali e le numerose manifestazioni di pregio. Altrimenti i consiglieri di maggioranza portino il pigiama perché il Consiglio andrà avanti a oltranza”.

Paolo Gatti spiega la situazione della Legge sulle Province: “Ci sono voluti 8 mesi per presentare un testo di 11 articoli che può essere sintetizzato con il titolo “decido che deciderò”. Tutte le questioni più importanti dovrebbero essere affidate a provvedimenti successivi ma noi non concederemo nessuna delega in bianco alla Giunta regionale, che quando ha le mani libere le usa per dare 8 milioni di euro alle sanità privata senza neanche spiegarne le ragioni. Per quanto riguarda il trasporto e l’assistenza scolastica per i ragazzi disabili nelle scuole superiori, pretendiamo che vengano individuate le risorse necessarie e la copertura del 100% di una spesa che non deve assolutamente gravare sui Comuni che sarebbero costretti a tartassare ulteriormente i cittadini. Abbiamo presentato 12 emendamenti molto seri che hanno trovato la condivisione di ben 3 membri della maggioranza, compreso uno di quella cosiddetta primaria (Pd), a dimostrazione del fatto che siamo pronti a confrontarci per produrre un provvedimento sensato e corretto. Naturalmente dipenderà molto dalla maggioranza o da quello che ne resta, se vorrà comprendere o meno che senza il nostro apporto non ci saranno provvedimenti o al più ce ne saranno di dannosi per la collettività”.

Giorgio D’Ignazio: “Il Consiglio che si terrà domani è sulla falsariga dei precedenti, caratterizzati da tempi dilatati e da continui slittamenti dei lavori. Andiamo incontro a una nuova odissea con il susseguirsi di convocazioni e rinvii che non fanno altro che rallentare le importanti decisioni di cui la nostra regione ha assoluta necessità.  Nell’ambito del progetto di legge di riordino delle funzioni amministrative delle Province, ritengo fondamentale che vengano salvaguardate le prestazioni sociali, evitando tagli e riduzioni di servizi che penalizzerebbero le fasce più deboli della popolazione”.

Sui provvedimenti in materia di Cultura è intervenuto Mauro Di Dalmazio: “Il previsto intervento per salvare l’Isa stride con il concetto di programmazione. Fortunatamente hanno cambiato il nome evitando di indicare il “finanziamento ad hoc”. Non discutiamo certo la volontà di sostenere un’istituzione culturale di indubbio prestigio ma non si può dimenticare le altre. La Giunta Chiodi, nonostante le difficoltà del momento, riuscì a garantire un importante intervento a favore le istituzioni culturali del Cratere garantendo anche una programmazione culturale per tutta la regione. Non si può accettare la logica dei “figli e figliastri”, altrimenti si rischia un pericoloso ritorno al passato con una grande frammentarietà vanificando quello sforzo di aggregazione e di uscita dall’autoreferenzialità che molte istituzioni culturali hanno fatto, dando vita a virtuose logiche di collaborazione”.