Difficile definire un Italiano Medio, ma Maccio Capatonda, abruzzese d'origini e nell'anima lo ha fatto con tutta la sua spontaneità in occasione dello show proposto presso il Fuori Corso di Chieti che ha registrato la presenza di un pubblico numeroso, soprattutto di giovani attratti dalla comicità sincera del regista e attore e dei suoi fedeli compagni.

A divertire il pubblico insieme a Capatonda, Herbert Ballerina e Ivo Avido: insieme formano un trio dalla complicità unica e vivace; sono ideatori di nuovi progetti per il futuro che soprattutto gli abruzzesi, molto attenti agli esponenti della loro cultura, del loro dialetto e del territorio non vedono l'ora di 'gustare'.

Grande capacità d' improvvisazione è ciò che li caratterizza in particolare: la battuta colorita sempre pronta, e l'innocenza delle prese in giro che generano nuove simpatiche interazioni tra di loro; impossibile non lasciarsi trasportare dalla comicità senza limiti del trio. Insieme hanno la capacità di completarsi senza 'copioni' tra le mani.

Alla domanda: "Chi è davvero l' Italiano Medio?
Maccio Capatonda risponde: "Una persona difficile da rintracciare". Ma, simpaticamente Herbert Ballerina puntualizza:"Si, perchè non abbiamo il numero di telefono".

"Sarebbe una presunzione mastodontica per me dire che so chi è l' Italiano Medio" - precisa Maccio. "Si però, un'idea di chi è questo Italiano Medio ce l'hai - ironizza Ivo Avido - l'hai studiato a gennaio".

"Ma sono passati sei mesi, e già me ne sono dimenticato perchè io ho la memoria corta" - risponde alla battuta Maccio, poi facendosi più serio Ballerina spiega: "E' un essere mitologico che oscilla tra la volontà di cambiare il mondo ed il menefreghismo più totale".

Maccio Capatonda, mette da parte il gioco di battute e risponde alla domanda: "L' Italiano Medio è un pò quello che abbiamo voluto descrivere nel film, un uomo che non sa bene cosa vuole, è bombardato da molti stimoli ed è un ladro; tutto va male, anche l'economia, ma costui non fa nulla per risolvere il problema. E' una persona che non sa bene cosa essere, dunque da un lato è sensibile, vorrebbe essere attivo anche socialmente e politicamente però dall'altro lato viene attratto dagli stimoli terreni, come sesso, droga, alcool, denaro. L'Italia oggi rispecchia molto questo bipolarismo".

Oggi, riuscite a trovare ancora degli spunti, qui nella stessa Chieti per creare dei personaggi?
Maccio Capatonda: "Credo proprio di si, anche se io ci sto poco qui, riesco a cogliere subito degli spunti perchè vengo rapito dalle differenze che noto tra Milano e Chieti, tutto quello che rompe la quotidianità diventa esperienza. Infatti io voglio spesso cambiare posti, altrimenti mi inaridisco".

Il dialetto abruzzese: per la prima volta è stato portato nel mondo del cinema, e non viene più considerato come un linguaggio poco elegante ..
Maccio Capatonda: "Sono molto contento di ciò, anche se non è una mossa voluta, per me è naturale esprimermi nel mio dialetto, e spero di poterlo fare anche in futuro. Non mi rendo conto ma penso che ora sia più riconoscibile, gli abruzzesi sono più attenti di me su questo aspetto".

Progetti futuri?
Herbert Ballerina: "Io aprirò un'officina, sceglierò il nome.. Gianni".
Ivo Avido: "Abbiamo progetti cinematografici in ballo, ed anche uno televisivo di cui non anticipiamo nulla; poi continueremo con lo di Zoo di 105.."
Maccio Capatonda: "..e faremo un palazzo con almeno un piano per ciascuno, con un finale 'tetto' di tegole."

Qual è il personaggio meglio riuscito?
Maccio Capatonda: "Probabilmente Mariottide, che mi ricorda un po' mia nonna".

In che modo riuscite a capire le necessità del pubblico: cosa fa ridere il pubblico?
Maccio Capatonda: "Non le capiamo proprio: siamo molto spontanei, non abbiamo mai avuto un atteggiamento furbo o strategico a livello comunicativo anche se poi magari quello che facciamo nasce da alcuni stimoli. Non penso a cosa fa ridere il pubblico o meno anche perchè se lo faccio, sbaglio, quindi è meglio improvvisare per me".

Alessandra Renzetti