Non sappiamo chi abbia scritto questa storia molto divertenete su Pescara , ma lo ringraziamo  Più giovane tra i 4 capoluoghi abruzzesi, la Città di Pescara (ssà, per i pescaresi, iuppiscar', per gli stranieri o chiunque disti almeno tre km) nasce poco meno di un secolo fa dalla fusione di Castellamare Adriatico e Pescara, storia che giunge ai nostri giorni grazie alle tavole a noi lasciate dai padri fondatori (Gabriele D'Annunzio, Francesco Paolo Tosti, Giovanni Galeone).
Confina con:
Francavilla al Mare, enclave abitata ancor oggi da fiere tribù di cannibali, schive e permalose, depositarie di una misteriosa e cruda lingua ancora oscura.
Con Spoltore, ridente cittadina famosa per un cinema multi sala ed alcuni scandali politico-edilizi.
Con Montesilvano, ridente cittadina famosa per un cinema multi sala ed alcuni scandali politico-edilizi. Infine con San Giovanni Teatino, umile borgo dedito alla pastorizia ed alle maxiofferte dei circa 545 centri commerciali presenti sul territorio.
Pescara ha 120.000 abitanti che, al netto di avvocati, fotografi, attori, muratori dell'est, pugliesi, napoletani e badanti straniere, si riduce a 700 persone, orgogliose delle proprie radici.
Pescara si affaccia sul Mare Adriatico, porzione non balneabile del più famoso Mar Mediterraneo, ed ospita alcune forme di fauna marina molto rare: il Ratto di Mare, simpatico roditore dal pelo lungo e la coda arricciata ultimamente avvistato anche in forme neonatali in zona Porto, e la Zoccola di Riviera, suggestiva e spesso variopinta, che fa la sua comparsa all'imbrunire con conformazioni mascoline (zona stazione ff.ss.) o femminili (zona pineta dannunziana).
Pescara è principalmente divisa in tre zone: 1. I colli, dove abita chi conta. 2. La Marina, dove abita chi vale. 3. Altro.
Nella citata zona Porto è possibile sovente imbattersi nel suggestivo fenomeno della Nave Incagliata, magnifico esempio di architettura delle acque, che, attraverso un complesso sistema di innalzamento delle maree ed abbassamento dei coglioni dei poveri pescatori, dimostra come negli anni la politica sia stata in grado di mangiarsi anche l'acqua del mare.
La lingua locale è il pescarese, un idioma molto particolare e severo, che attraverso suoni gutturali e primitivi quali "chivvù", "ncipinzà", "vattaffanuggir" e "nziniparl", assolve il suo obiettivo primario, cioè quello di mettere in difficoltà l'interlocutore. Allorquando costui è nativo della provincia di Chieti o di Chieti stessa, il Pescarese assumerà il suo tipico atteggiamento di superiorità, costellato da una quantità indefinita di "tessuchitin", amicale espressione gergale che sottolinea l'infinita stima per l'amato nonché vicino corregionale.
Il Pescarese si riunisce in branchi, a partire dal venerdì sera, presso ben attrezzati habitat ubicati nei mesi freddi in zona Pescara Vecchia, sovente battuta anche da orde di provinciali desiderosi di vano accoppiamento con altro sesso, o Piazza del Mercato Coperto- Via Battisti, anche conosciuta come l'area più ventosa dell'Europa occidentale.
Nei mesi caldi, il Pescarese straborda sulla costa, tendendo coscienziosamente a parcheggiare l'autovettura sugli scogli.
In tali occasioni conviviali, il Pescarese è felice di spendere la moneta locale ("li sold") in costosissimi bicchieri ripieni di 1 kg ghiaccio-2 foglie di menta-1 cl. di alcool, da esso chiamati Mojito e dal codice penale chiamati Truffa ai danni del contribuente.
La religione più praticata a Pescara è il Delfinesimo Adriatico-Cornacchia, culto monoteista 4-3-3 (aggiornamento delle 23), prevalentemente a zona, basato su alcune apparizioni ritenute miracolose avvenute in zona Via Pepe nel corso degli ultimi 40 anni. Da allora la liturgia (dai Sacri Libri del Patriarca Tom, il Profeta Giovanni, sino al Messia Zdenek) si svolge negli ultimi giorni della settimana, nel periodo settembre-maggio, con pellegrinaggi che sono arrivati a coinvolgere fino a 40.000 fedeli.
Altra religione in ascesa è il culto della Pizza di Trieste. A questa fede si contrappone da anni la setta dei PizzaDiLiceisti, più ridotta ma altrettanto fanatica. Sparuti gruppi si dedicano all'adorazione della Bresciana, probabilmente una suora laica dedita in passato allo studio dei ripieni nelle paste.
Pescara è attraversata da una strada parco, interamente in asfalto, del tutto priva di parco ma munita di pensiline e pali metallici in attesa di devastazione. Tale arteria è utilizzata per il ciclopasseggio nelle ore pomeridiane e la rottura di bottiglie di birra di Lidl e Eurospin nelle ore notturne.
Pescara è famosa per alcune significative e durature tradizioni locali: mangiare arrosticini, non farti immettere nel traffico da una traversa neanche se guidi un'ambulanza, cambiare i sensi unici delle strade ogni sei giorni, dire a tutti di giocare poco alle scommesse ma di vincere sempre, mangiare arrosticini, dare a Montesilvano l'importanza che ha nella vita di tutti Google+, guardare gli spari a Sant'Andrea facendo l'applauso alla fine, mangiare arrosticini, lamentarsi del bicchiere di Toyo Ito, fare footing sul lungomare aspirando gas di scarico di migliaia di auto, fare pezzi di isole pedonali su strade e poi riaprirle al traffico e poi di nuovo pedonali e poi traffico, mangiare arrosticini, aprire agenzie di lavoro interinale, negozi di decorazione unghie e friggitorie di patatine. (Credevate Arrosticinerie, eh furbacchioni? No. Friggitorie di patatine).
Pescara è anche una bella città, specie all'alba, quando il sole si alza dall'acqua e guarda la lontana Maiella, pronto ad accarezzarla verso sera. I gabbiani toccano la cresta delle onde e i colori si fondono specchiandosi nel mare, mentre i pescatori rientrano a terra infreddoliti sulle loro barche.
Una coppia litiga, passeggiando sul Ponte del Mare. Il vento scompiglia i capelli di lei. Lui maledice sè stesso, il mondo, le sigarette finite, la sabbia, il sindaco.
Perché anche quando ti lasci con la guagliona, la colpa è sempre un po' del sindaco, a Pescara.

Non sappiamo chi abbia scritto questa storia molto divertenete , ma lo ringraziamo