Prima una telefonata inquietante "come mai il tuo locale è aperto di mattina?" così la gestrice del pub Cohiba di Chieti Scalo si reca presso il suo locale, che doveva essere chiuso, e invece trova le porte spalancate un biglietto minatorio "sei morta".

La donna gia picchiata la settimana scorsa  aveva denunciato uno ad uno i suoi aggressori clienti di un locale vicino.
Passano poche ore e alle 16:00 ecco un altro avvertimento, ben più minaccioso, un gruppo di ragazzi, gestori del pub frequentato dagli aggressori della settimana precedente, entrano nel suo locale e la aggrediscono verbalmente "Ti sgozzo, sei morta.."
Così non le resta che chiamare i Carabinieri che giungono sul posto dopo pochi minuti, nel frattmpo però c'è spazio per la terza intimidazione: un ragazzo di 16 anni, da solo le si presenta davanti con una spranga in mano, non parla, ma i suoi gesti sono eloquenti, per fortuna non agisce e va via appena prima dell'arrivo dei carabinieri.
Ora la donna ha sporto di nuovo denuncia, gli investigatori stanno lavorando per individuare gli aggressori e per fare luce su questa vicenda che potrebbe essere molto più intricata di quanto non appaia, una sorta "guerra tra locali".

Gia la scorsa settimana la titolare aveva subito un'aggressione brutale, quando alle sei di mattina all'uscita dal proprio locale era stata inseguita in macchina, bloccata, trascinata per i capelli in un parchetto e masscrata a calci e pugni da personaggi che lei stessa aveva riconosciuto e poi denunciato

"Voglio raccontare la verità di quei lunghi momenti di terrore perché le persone devono sapere che qui, allo Scalo, ci sono soggetti pericolosi" aveva dichiarato telefonicamente a Il Centro "i responsabili dei miei 30 giorni prognosi non sono affatto universitari, sono tutti ragazzi del posto e, alcuni, anche vecchie conoscenze della polizia" e ancora "So esattamente i nomi di tutti gli aggressori, specie di quelli più violenti. E le minacce che mi stanno arrivando sul cellulare non mi faranno cambiare idea. Spero solo che la polizia faccia qualcosa. E in caso di pericolo, se verrò ancora minacciata, spero che sia in grado di proteggermi da altri annunciati pestaggi"