Chieti . Il marocchino espulso , 37 enne , non solo aveva abbracciato la Sharia e diffondeva su internet messaggi incitanti alla jihad , ma aveva addirittura manifestato l'intenzione di recarsi in Siria per combattere e diventare un foreign fighter terrorista .
La Digos di Chieti lo teneva da tempo sotto controllo,l'uomo anche se  viveva in Italia da 10 anni non si era integrato e continuava a manifestare il suo odio verso il "nemico occidentale ". 
Il marocchino era stato anche una sorta di responsabile del centro di preghiera islamica di Fara Filiorum Petri , uno dei quattro attivi in provincia di Chieti .

La Digos lo ha prelevato in casa sua a Chieti dove viveva con la moglie e due figli piccoli , ed è stato trasportato in Questura e messo a disposizione dell' Ufficio Stranieri prima di essere rimpatriato in conseguenza del provvedimento di espulsione firmato dal ministro dell'Interno Angelino Alfano

"Dopo gli attentati di Charlie Hebdo a Parigi abbiamo a livello generale alzato l'attenzione su tutte le comunità e i luoghi di aggregazione delle comunità islamiche presenti sul territorio nazionale quindi i centri di preghiera, le moschee piuttosto che i centri culturali" ha dichiarato  il dirigente Digos Chieti Patrizia Traversa  , durante la conferenza stampa indetta dal Questore di Chieti Vincenzo Feltrinelli e dal dirigente dell'ufficio stranieri Stefania Fasoli