Chi non conosce Bruno Nobili? indimenticata bandiera del Pescara a cavallo tra gli anni 70 e 80. Non tutti sanno però che da gran tiratore di punizioni qual'era Bruno Nobili era uno specialista della punizione "a foglia morta" cioè un tiro ad effetto che aggirava la barriera, toccava terra e schizzava (quasi sempre) in rete

Bruno Nobili, mancino classe '49, giocò per otto anni con la maglia del Pescara.
Regista elegante e raffinato, nel campionato 1976-77 riuscì a trascinare il Pescara alla sua prima storica promozione in Serie A entrando così in quella lista di giocatori "mitici" che a Pescara nessuno dimentica.
Tra l'altro nel successivo campionato di A, terminato con retrocessione, fu capocannoniere dei biancazzurri segnando 5 gol.

La specialità di Bruno Nobili erano i calci piazzati e specialmente le punizioni, riusciva a imprimere incredibili effetti al pallone tanto da venir considerato vero e proprio "killer" di portieri.

La "foglia morta": Nobili realizzò un autentico capolavoro contro il Foggia, sul campo neutro di Napoli, nelle battute finali del campionato cadetto '78-79: la palla, dopo aver aggirato la barriera dei pugliesi, toccò terra e tornò indietro, infilandosi in rete.