Massimo Melizzi Presidente dell’Associazione ‘Pescara Punto Zero’ – ai nostri microfoni ha spiegato l'andamento del festival: “Questi eventi servono proprio a dare un’alternativa a quella che è la visione dominante nella società che è ancora incentrata sul consumo a tutti i costi – prosegue il Presidente – Altri temi saranno quello dell’economia circolare che ci sarà sabato e quello sul turismo responsabile e sostenibile oltre a tutte quelle che sono le buone pratiche che portano comunque ad una visione alternativa di quello che è il futuro della nostra società non legato a tutti i costi al capitalismo”.

Davide Desiderio, Direttore Artistico di ‘C’era una volta’ – da una parte abbiamo coltivato quest’idea per tanto tempo ed è diventata una realtà forse diversa da quella che avevamo pensato inizialmente ma sicuramente migliore; dall’altra parte abbiamo un caso unico in Italia e credo che se ne parlerà a lungo come già sta accadendo, anche dopo”.“Riceviamo continue richieste per sapere di cosa si tratta, se ci sono particolari unici ed io rispondo di si perché in effetti abbiamo unito delle realtà che finora non si erano mai accostate - continua - Non mancano delle insicurezze essendo una cosa in cui abbiamo creduto molto e che in Italia si fa per la prima volta.

Massimo Piras, Presidente dell'Associazione "Zero Waste Lazio" ha ricordato l'importanza di implementare il sistema, già presentato in altre Regioni e adesso qui in Abruzzo, di economia circolare per comprendere al di là dei rifiuti zero, quale sia il vero valore economico del rifiuto, che va oltre il riciclo e  consente di recuperare gli scarti e di ridurre pesantemente l'importazione di materie prime.
Quando parliamo di questa filiera, parliamo di partire dal cambio della modalità della raccolta, quindi dalla raccolta porta a porta, dal riuso, cioè dalla possibilità di recuperare oggetti che oggi vanno in discarica e soprattutto di applicare anche la tariffa puntuale che è un metodo secondo cui non si paga più per metro quadrato ad abitanti ma si va a pagare effettivamente per quella parte di rifiuto che non viene differenziata.
questo sistema ha già prodotto in molti comuni il dimezzamento della tassa a carico dei cittadini perché quando c'è un incentivo economico, il cittadino si impegna anche nel migliorare la qualità di quello che differenzia.