“Si chiude con un anticipo storico sui tempi la sessione di Bilancio del Consiglio Comunale – così il sindaco Marco Alessandrini – che è stata una pagina positiva della politica locale, perché sono stati superati i rituali della che vedono il Bilancio come una prova di resistenza democratica fra chi è maggioranza e chi è opposizione. Invece il confronto è stato contenuto e costruttivo, i tempi di approvazione sono stati “europei” e fruttuosi perché non è comune approvare il bilancio già dai primi di maggio. Come Amministrazione abbiamo posto la massima attenzione alla questione finanziaria, perché com’è noto abbiamo ereditato un Ente le cui condizioni hanno determinato l'avvio di un piano di riequilibrio che ha evitato il default, restituendo respiro e regole alla gestione finanziaria. Gli uffici si sono sempre spesi al massimo anche perché ci fossero tutti i passaggi necessari ad assicurare al Bilancio i controlli presso gli organi di riferimento e una via agevole in modo da poter diventare strumento di amministrazione. Se lo abbiamo approvato in tale contesto, merito va anche all'azione di tessitura, ascolto e recepimento che l'assessore Adelchi Sulpizio ha saputo svolgere nella discussione fra minoranza e maggioranza. Diverse le novità, la più importante è certo quella della concretezza: come accade nelle comuni famiglie, si spende ciò che si ricava”.

 

“Il bilancio di previsione è stato approvato dalla Giunta il 23 febbraio scorso, il 25 marzo ha ricevuto il placet del Collegio dei Revisori dei Conti e il 5 maggio è stato approvato in Consiglio – sottolinea l’assessore Adelchi Sulpizio – Una cadenza mai verificatasi in tempi recenti. Nel 2012 il bilancio è stato approvato il 20 luglio, nel 2013 il 23 dicembre, nel 2014 il 1° ottobre e nel 2015 il 23 giugno. Partire ora significa avere davanti una maggiore possibilità di programmare l'Ente, dare attuazione a tutte le operazioni decise e svincolarsi dalla logica dei dodicesimi, una “gabbia” che non consente di impegnare e utilizzare le risorse. La città avrà azioni e respiro.

Le linee guida sono state due: efficientamento della spesa e monitoraggio delle entrate. In pratica: ciò che si incassa si spende, di conseguenza se non si incassa non si spende, questa è la ragione per cui abbiamo potuto togliere 14 milioni di residui passivi. La grande novità è il monitoraggio delle entrate, che  è la nuova frontiera della finanza pubblica, perché senza entrate non si può spendere e dunque si ragiona su numeri reali.

E’ anche un bilancio prudenziale, soprattutto per le aspettative di incasso tributario, perché ci rendiamo conto che le difficoltà economiche della comunità si ripercuoteranno certamente sul bilancio, quindi se tali aspettative saranno superate integreremo via via le poste.

Due le “zavorre” di cui risente: nei prossimi 28 anni di esercizio c’è un disavanzo da reintegrare pari a 2.752.000 di euro, questa  la quota parte per il 2016, a fronte dei 63 milioni complessivi. La seconda zavorra è il 1.116.000 euro, di anticipo per il fondo di rotazione, ripartito in 30 anni grazie alla legge di stabilità.

Quanto alle poste che implicano un risparmio concreto, queste riguardano il personale, avremo meno esborsi perché sono diversi i dipendenti che andranno in pensione. Abbiamo 386.000 euro in meno di interessi passivi perché non prendiamo più mutui per coprire la cassa; grazie alle politiche di efficientamento energetico di Pescara Gas, oggi Pescara Energia risparmiamo 130.000 euro; oltre 255.000 in meno per spese legate alle mense scolastiche perché la razionalizzazione del servizio lo ha consentito, sarà ancora meglio con il nuovo appalto; per energia elettrica abbiamo - 847.000, si tratta di poste inerenti il Palazzo di Giustizia oggi a carico dello Stato.

Abbiamo disposto risorse sulla Polizia Municipale per aspetti sanitari e tecnici; su cultura e turismo: 200.000 euro su Museo Genti che si aggiungono ai 50.000 per il Paparella Treccia e 50.000 che andranno anche all'Emp, coprendo così la prescrizione del Collegio dei Revisori di dare la certezza a tutti i capitoli giuridicamente obbligatori.

Non  si faranno più passi che sono più lunghi della gamba. Una consapevolezza finalmente acquisita e riconosciuta anche da parte dell'opposizione che ringrazio per l’apporto fatto al documento e per i tempi della discussione”