Barbara D'Urso
, nella puntata di 'Domenica Live' del 3 Aprile, ha intervistato Nicoletta Mantovani, vedova del maestro Luciano Pavarotti, sulla delicata problematica della sclerosi multipla. In base alla sua esperienza, la Mantovani si fa portavoce sulla possibilità di guarire dalla sclerosi multipla grazie al metodo Zamboni. Operata 3 anni fa, le è stata rimossa e sostituita una vena all'altezza del petto. Questo, a suo dire, ha fatto sì che il sangue le scorresse più velocemente e che, da 3 anni, grazie all'intervento, è guarita da questa tremenda malattia. Musica per le orecchie della D'Urso e lo sarebbe per chiunque qualora ci fosse realmente un rimedio alla S.M. 

Purtroppo però potrebbe trattarsi di una grave illusione, un messaggio altamente pericoloso, parlando di un metodo sperimentale non ancora riconosciuto dalla comunità scientifica. Un servizio simile era stato realizzato anche da Giulio Golia de 'Le Iene' con protagonista sempre la Montavani. Il servizio, datato 2011, metteva in luce questa sperimentazione, mai partita in Italia ma che all'estero era possibile fare. Golia raccolse diverse testimonianze di cittadini italiani colpiti da sclerosi multipla. Costretti tutti ad andare in Paesi dell'est si erano sottoposti alla liberazione delle vene da pericolose occlusioni e questo, sempre in base alle loro testimonianze, aveva portato, se non alla guarigione totale dalla malattia, perlomeno ad un notevole miglioramento della qualità di vita. In tutto questo, qual'è la verità? Come mai, nonostante siano passati diversi anni, la comunità scientifica non approva questa sperimentazione in Italia? Come mai escono di continuo medicinali sperimentali contro la sclerosi multipla mentre questa cura sperimentale non viene approvata? Da un lato ci sono i detrattori di questa sperimentazione e la comunità scientifica che ad oggi sostiene che non ci siano cure per la malattia e che non approva questa metodologia sperimentale. Dall'altra parte ci sono diverse testimonianze che affermano che pur non sconfiggendo la malattia si potrebbe migliorare la qualità della vita e che si interrogano sul motivo per il quale questa operazione (metodo Zamboni) non venga approvata in via sperimentale.

Tra i sostenitori contro l'intervista realizzata da Barbara D'Urso un cittadino abruzzese, Paolo De Titta. Furioso contro la D'Uso e la Mantovani è arrivato a denunciare la D'Urso per aver creato un'illusione nei confronti di un'intera popolazione. A dire il vero il messaggio uscito dalla trasmissione di Canale 5 è diverso da quelle realizzato dal Le Iene. Mentre nel secondo caso il servizio analizzava una speranza per la sclerosi multipla, la D'Urso con la sua intervista ha lanciato un messaggio di guarigione assoluta dalla malattia.


La TV viene sempre più utilizzata con il solo fine di fare audience senza considerare la pericolosità delle affermazioni e la moralità di certi ospiti (vedi figlio di Totò Riina). Come abbiamo potuto analizzare, la situazione non è del tutto chiara. Per questo, certe tematiche andrebbero affrontate con molta delicatezza senza ergersi a portatori di una verità assoluta. Dopo l'archiviazione, da parte del gip, della denuncia per esercizio abusivo della professione giornalistica, una nuova bufera si abbatte sulla conduttrice e regina dell'infotainement?


La nostra conclusione è che una delle 2 parti in causa sta commettendo un errore imperdonabile, gravissimo, che non può passare inosservato. Che sia a causa della comunità scientifica o che sia a causa del binomio D'Uso-Mantovani con il metodo Zamboni, va fatta chiarezza.   


F.D.T.