"Non pensavamo di assistere a questa farsa. Non c’è la volontà politica da parte di nessuno di far conoscere la verità. Chiederemo i risarcimenti danni e vogliamo organi terzi che accertino tutta la situazione. Molta gente si è ammalata a seguito del bagno in mare. L’amministrazione non deve dare risposte al centrodestra ma ai cittadini. Scriveremo una lettera al sindaco per ottenere le risposte"

E' partita la class action promossa dagli avvocati Massimo Ritucci e Paride Orsini, e da Paolo Leonetti del "comitato genitori bambini infettati da acque inquinate" contro l'amministrazione di Pescara per chiedere il risarcimento danni a causa del mare inquinato.

Dopo il fattaccio della fine di giugno, quando sono sversati in mare 30000 metri cubi di liquami, sono state moltissime le segnalazioni di persone che accusavano problemi di salute dopo aver fatto il bagno: impetigine, gastroenteriti, e otiti in particolare.

Addirittura si parla di un bambino che ha difficoltà a camminare dopo aver subito danni ad una gamba e di un numero talmente elevato di gastroenteriti da non poter essere quantificato con precisione.

"Il sindaco Alessandrini dice che in città non c’è l’ebola, ma a Pescara non sono riusciti, ad esempio, a diagnosticare alcune malattie, tanto che un nostro cliente ha dovuto rivolgersi a un ospedale di Roma. Due persone sono addirittura affette da nefrite e a rischio dialisi, anche se va verificato il nesso di casualità tra il bagno in mare e tale problematica" concludono gli avvocati.