L'arrivo del freddo significa anche l'inizio di tosse, raffreddore, influenza, bronchiolite... Una buona prevenzione può evitare o ridurre la gravità di molti di questi disturbi ai BAMBINI.

A fine estate, con il calo delle temperature che preannuncia l'arrivo dell'autunno, i bambini si ammalano con molta più probabilità.
E generalmente, di malattie respiratorie e infezioni virali e batteriche che possono diventare gravi, costringendo molti genitori a visite di emergenza al pronto soccorso, anche per la difficoltà di consultare il pediatra al di fuori degli orari canonici di visita.

Somministrare antibiotici nei casi di malattie virali come l'influenza o bronchite, può rivelarsi un rimedio totalmente inefficace, perché gli antibiotici funzionano solo contro i batteri.

FEBBRE

Anche se di per sé non è una malattia, rappresenta il sintomo più frequente di uno stato di alterazione corporea.
Non per nulla, è la causa principale di visite dal pediatra e di visite di emergenza al pronto soccorso.

L'aumento della temperatura corporea è generalmente causata da una malattia infettiva ed è importante ricordare che essa rappresenta una risposta del corpo per fronteggiare le infezioni e, come tale, è una reazione utile al bambino.

I Pediatri consigliano di attendere circa 24 ore prima di portare il bambino dal medico, perché la febbre è un sintomo precoce di infezione, e se la malattia non si è ancora completamente sviluppata è difficile individuarne la causa.

Nella maggior parte dei casi, se la febbre non è elevata, e se le condizioni generali del bambino sono buone, non bisogna allarmarsi ed è opportuno lasciare che la situazione si evolva e che il corpo reagisca.

Cosa fare: somministrare al bambino molti liquidi, e lasciare che mangi ciò che preferisce, senza forzarlo, né costringerlo a stare a letto.

Rivolgersi al pronto soccorso se: il bambino ha meno di tre mesi; ha la febbre da più di quattro giorni; la temperatura supera i 40 gradi; manifesta eccessiva sonnolenza; è svogliato nelle attività principali (non gioca, non parla ecc.) o se lamenta eccessivo mal di testa o dolore al collo.

 

TOSSE

La tosse è uno dei sintomi che più comunemente si manifesta con gli abbassamenti della temperatura e l'arrivo del freddo, e spesso si accompagna alla febbre, e diventa uno dei principali motivi per cui i genitori i rivolgono al pediatra.

La Società Valenciana di Pediatria osserva che anch'esso rappresenta un meccanismo di difesa dell'organismo contro le aggressioni esterne e, benché in commercio ci siano molti farmaci per la tosse, questi sono indicati solo in casi molto specifici.

Ci sono diversi tipi di tosse, come tosse bronchiale, pertosse, cronica, secca, morbida nervosa, ecc., e ciascuno richiede un trattamento diverso, quindi sta al medico valutare il bambino e decidere il tipo di farmaco più adatto.

 

RAFFREDDORE

Sono molto comuni nei bambini, e si manifestano soprattutto intorno ai 3-4 anni, quando iniziano ad andare all'asilo e di interagire con gli altri bambini. Il raffreddore porta un sensibile aumento di muco e tosse, causata dall'infiammazione della mucosa respiratoria, e spesso si accompagna alla febbre.

Gli agenti causali sono i virus e, in generale, sono processi che guariscono in pochi giorni, ma a volte la tosse persiste per 1 o 2 settimane. I trattamenti possono essere applicati a casa e sono: i lavaggi nasali con soluzioni fisiologiche e gli antipiretici.

In ogni caso, il medico va consultato se il bambino ha la febbre alta (sopra 38-39º), che dura più di tre giorni o se il bambino dà segni di di stress respiratorio.

Con la crescita del bambino il corpo diventa più forte e si sviluppano anticorpi, cosicché anche i raffreddori sono sempre meno frequenti.

 

INFLUENZA

L'influenza è un'infezione virale che colpisce principalmente le vie respiratorie e si diffonde facilmente

I sintomi principali sono: febbre alta, mal di testa, tosse e naso che cola, malessere generale, dolori muscolari e a volte dolore addominale, con o senza vomito. Nei bambini si accompagna comunemente alla perdita di appetito e all'irritabilità.

Essendo un virus, l'influenza non può essere trattata, ma se è possibile trattarne i sintomi in modo che il bambino si senta meglio; in nessun caso, tuttavia, vanno somministrati gli antibiotici.

Di solito i sintomi influenzali scompaiono entro una settimana, anche se tosse e naso che cola possono persistere per più settimane.

 

BRONCHITE

La bronchite é un'infiammazione dei bronchi, solitamente causata dai virus, che possono durare da 5 a 10 giorni. I sintomi comprendono tosse secca e irritante, suoni respiratori, febbre leggera e difficoltà respiratorie in genere insignificante.
Il sintomo più frequente che preannuncia l'infiammazione qualche giorno prima che si manifesti nel bambino è il catarro delle vie aeree. 

COSA POSSONO FARE I GENITORI: il bambino deve essere idratato, e deve evitare di prendere freddo.
La febbre va, ovviamente, trattata.
Un utile rimedio che aiuta il bambino a dormire meglio consiste nel posizionarlo nel letto con la testa leggermente sollevata rispetto ai piedi.
 

BRONCHIOLITE

Si tratta di una infiammazione dei bronchioli ed è molto comune nei bambini al di sotto dell'anno di età.
E' causata da un virus e si manifesta con una insufficienza respiratoria e progressiva diminuzione dell'ingresso dell'aria nei polmoni, con aumento dello sforzo respiratorio del bambino, e conseguente mancanza di ossigeno, quindi va trattata correttamente e curata con rimedi appropriati.

Di solito i primi sintomi sono quelli di un comune raffreddore, ma che, tuttavia, non migliora con il trattamento abituale e si traduce più o meno bruscamente in tosse, rumori respiratori, rifiuto del cibo, vomito e letargia.
Come quadro virale, gli antibiotici non sono indicati ed è di solito trattato con broncodilatatori, ma la diagnosi corretta deve essere effettuata dal pediatra che deve stabilire il trattamento farmacologico.

 

Tonsillite e faringiti

La faringite è un'infiammazione della mucosa della faringe, e, in generale, causa mal di gola, irritazione e febbre, oltre a tonsille gonfie.

Nel 90 per cento dei casi, l'infezione è dovuta a un virus e nel restante 10 per cento, la gola infiammata è imputabile a cause batteriche.

I sintomi includono mal di gola, febbre, mal di testa, e linfonodi, e nel caso di faringite virale si può avere gocciolamento del naso.

La faringite virale di solito è trattata con paracetamolo per alleviare il mal di gola e la febbre
Per l'infiammazione si possono fare gargarismi con acqua salata tiepida.
Se l'infiammazione alla gola è batterica, deve essere invece trattata con terapia antibiotica.

E' opportuno recarsi al pronto soccorso o consultare il medico se ha il mal di gola persiste, se il bambino ha la febbre alta, ingrossamento delle ghiandole linfatiche o eruzioni cutanee.

 

LARINGITE

Si tratta di una delle malattie più comuni in età pediatrica. E' un'infezione causata da un virus trasmesso da secrezioni salivari 

Il sintomo principale, la tosse secca persistente, può essere accompagnato da febbre alta e debolezza. In alcuni casi il bambino manifesta anche piccole eruzioni dovute allo sforzo che si verifica quando tossisce.

Vomito, rifiuto di alimentazione e raucedine sono spesso altri sintomi di questa malattia. Solitamente dura una settimana, anche se i primi tre giorni si manifesta in maniera più intensa.

Il trattamento consigliato nei casi lievi è il riposo, la costante idratazione del bambino, il mantenimento dell'umidità nell'ambiente e la somministrazione di antipiretici.

Se la situazione è più grave, il bambino è svogliato, ha sofferenza, eccessiva salivazione, difficoltà di respirazione o la mancanza di ossigeno, cianosi, deve essere consultato il medico o il pronto soccorso.

In tutti casi è il medico che deve valutare il bambino e decidere il farmaco. Evitare assolutamente la automedicazione.