Ci sarà il 30 marzo prossimo il verdetto della Corte d'Appello di L'Aquila sul processo che vede in aula il governatore Luciano D'Alfonso ed altre 17 persone. Si tratta del secondo grado di giudizio dell'inchiesta Housework, nella quale il PM di Pescara Gennaro Varone oltre all'allora sindaco D'Alfonso aveva inquisito altre 23 persone con l'ipotesi di reato di tangenti negli appalti pubblici del Comune. In primo grado, il Tribunale di Pescara, presidente del collegio, la giudice Antonella Di Carlo, aveva mandato tutti assolti, D'Alfonso con formula piena. Oggi all'Aquila il Procuratore generale Picardi nella sua requisitoria, ha contestato di fatto la maggior parte dei motivi di appello del PM Varone ed ha concluso chiedendo per D'Alfonso ed altri 16 il non luogo a aprocedere, mentre in parziale accoglimento di quel ricorso, chiede la condanna a due anni per Guido Dezio, al tempo braccio destro del sindaco D'Alfonso per il reato di tentata concussione. Udienza terminata in giornata e rinviata,  come si diceva, al 30 marzo prossimo per la sentenza.

 


Diego Lepiscopo