Don Vito Cantò, ex parroco della Chiesa di San Camillo a Villa Raspa di Spoltore, finito al centro di un'inchiesta per pedofilia, sarà processato per abusi sessuali su un minorenne. I periti nominati dal giudice per le indagini preliminari, Catapane e Cupillari,il 21 aprile scorso, hanno escluso qualsiasi tipo di patologia mentale della giovane vittima, il ragazzo è attendibile e non starebbe inventando nessuna accusa.

"Don Vito mi ha detto vado a fare la doccia. Lascio la porta aperta, se vuoi mi puoi raggiungere e io andai" il ragazzo, oggi maggiorenne, ma all'epoca 16 enne, durante l'incidente probatorio, ha raccontato di espliciti inviti sessuali da parte del canonico, che offriva anche alcol ai giovani della parrocchia, secondo l'accusa con l'intento di stordirli per poi tentare di abusarne.

I fatti risalgono al 2011 e 2012, ma sono raccontati dal giovane ai genitori e alla Squadra Mobile di Pierfrancesco Muriana solo oggi, dopo un lungo periodo di sofferenza interna del ragazzo. Secondo le carte dell'inchiesta, infatti, i rapporti sessuali non sarebbero stati consumati dietro costrizione fisica, ma la violenza sarebbe stata solo psicologica, tanto da provocare, a distanza di mesi, una crisi di identità sessuale all'adolescente.

Ora Don Vito Cantò subirà il doppio processo, quello penale previsto il 13 ottobre e quello canonico,che prevede pene ben più leggere:dalla limitazione del ministeroall’obbligo di dimora in una struttura protetta come un monastero oppure, al massimo, la dimissione, la perdita dello stato clericale.