Parte anche in Abruzzo il programma nazionale per l'Inclusione Attiva (SIA) per la lotta alle povertà. Il via libera è arrivato dopo una riunione tra i rappresentanti del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e gli Ambiti sociali regionali che dovranno gestire, insieme con i Comuni e l'Inps, le modalità di attuazione delle misure previste dal piano nazionale. Con il Sia cambia totalmente la filosofia di sostegno alle persone e famiglie che versano in stato di povertà. 

"Viene completamente capovolta - spiega l'assessore alle Politiche sociali Marinella Sclocco che ha coordinato la riunione operativa - la vecchia filosofia della lotta alla povertà, basata tutta sulla cosiddetta social card, un sistema passivo di assistenzialismo che ha generato non poche disfunzioni non venendo incontro alle reali esigenze delle famiglie più bisognose. Per avere infatti l'erogazione del sussidio economico sarà necessario aderire ad un progetto personalizzato sociale e lavorativo".


Sul SIA il Governo ha previsto, per il 2016, risorse finanziarie pari a 750 milioni di euro destinate a salire ad un miliardo già nella prossima Legge di Stabilità. In Abruzzo la dotazione finanziaria ammonta a 17 milioni di euro, "ma siamo pronti ad integrare questo fondo - aggiunge Sclocco - con risorse del nostro bilancio o facendo leva su progetti inseriti nel Fse 2014-2020".

“Altro importante elemento di novità – prosegue l’assessore - è la partecipazione attiva del beneficiario nel progetto assistenziale. Gli chiediamo cioè adempimenti inseriti nel patto che ha sottoscritto, e questo al fine di responsabilizzare i richiedenti”.


Tecnicamente, il SIA è un patto tra servizi e famiglie che presuppone reciproci impegni e responsabilità. Per accedervi il cittadino può presentare domanda a partire dal 2 settembre. Entro due mesi verrà erogato il sussidio economico che può arrivare, in determinate condizioni, fino a 400 euro. Nell'arco di 60 giorni dal primo accreditamento vanno quindi attivati i processi personalizzati.

Per fruire della misura bisogna presentare un Isee inferiore a 3000 euro e non percepire altre indennità di natura assistenziale superiori a 600 euro mensili. Le domande dovranno essere presentate ai Comuni di residenza.