Il Presidente della Regione Luciano D'Alfonso è intenzionato a non far morire Abruzzo Engineering, la società mista controllata per il 60% dalla Regione Abruzzo per il 30% da Finmeccanica(attraverso Selex Service Management) e per il 10% dalla Provincia de L'Aquila,  impegnata in varie commesse pubbliche tra cui quelle degli uffici della ricostruzione post-sisma, ma con una situazione debitoria molto grave

Tirano un sospiro di sollievo i 180 dipendenti che rischiano di perdere il posto di lavoro e la cassa integrazione, dopo l'incontro di giovedì tra dipendenti e sindacati, al quale ha partecipato anche Giovanni Lolli, il vicepresidente della Giunta Regionale incaricato di seguire la vicenda.
Dall'incontro è emersa la volontà della Regione Abruzzo di scommettere sulla ripresa della S.C.p.A abruzzese attraverso un piano di potenziamento che prevede una serie di commesse miliardarie che dovrebbero rilanciare la società.

"Siamo contenti di poter parlare di nuovo con la Regione ma quello che ci sono venuti a dire è molto impegnativo e non è detto che ce la si farà soprattutto nei tempi giusti" il commento soddisfatto, ma ancora preoccupato dei dipendenti di Abruzzo Engineering. Preoccupati dai tempi molto ristretti per far diventare operative le promesse, soprattutto per quanto riguarda l'acquisizione da parte della Regione delle quote in vendita della società Selex Sema.

Altro argomento spinoso è la richiesta di 20 milioni di euro alla Regione, avanzata nel 2010 da Abruzzo Engineering per una serie di commesse non pagate dalla giunta dell' ex Presidente Gianni Chiodi che aveva bollato la vicenda come una truffa ai danni dell' Amministrazione Regionale.

Infine l'ultimo ostacolo per la "Regione Veloce" del Presidente Luciano D'Alfonso saranno i tempi molto ristretti in cui la Giunta Regionale dovra approvare il nuovo corso di Abruzzo Engineering che dovrebbe diventare, entro Maggio, società completamente pubblica termine in cui scadrà la cassa integrazione per i dipendenti.