Torna a crescere il settore immobiliare. A confermare questo trend positivo è l'analisi realizzata dall'Osservatorio Nazionale Immobiliare Turistico 2015 di FIMAA-Confcommercio (Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari), con la collaborazione della Società di Studi Economici Nomisma di Bologna. Il peculiare studio si è svolto sull'andamento del mercato 2015 delle case per vacanza in Italia, prendendo in esame i dati delle locazioni e delle compravendite di 185 località di mare e 100 di montagna e lago.

La crescita del settore immobiliare è un primo autentico segnale con il quale è possibile stimare l'inizio di una ripresa economica. Scendiamo nel dettaglio per esaminare la situazione nella regione Abruzzo. Nel 2014 sono aumentate le transazioni registrate a livello complessivo (+3,2%) rispetto al 2013, trainate in particolare modo dalle località marine che segnano un aumento pari al 4,6%. Il prezzo medio, nel 2015, per l’acquisto di un’abitazione turistica in Italia è di 2.360 euro al metro quadrato commerciale, con una tendenza dei prezzi di vendita delle case per vacanza in forte calo: il dato medio segna -5,0% annuo. Le regioni dove si è registrato il calo maggiore sono l’Abruzzo (-9%) e la Calabria (-7,5%), seguite da Basilicata, Marche e Molise le quali registrano -6%. Nella maggioranza delle regioni (9 su 20) si evidenzia una diminuzione dei prezzi in linea con quelli medio nazionali (-5%). Solo l’Umbria presenta valori di compravendita pressoché analoghi a quelli del 2014 (-0,6%); nelle località marine, il calo maggiore dei prezzi medi di compravendita di appartamenti nel 2015 si registra in Abruzzo (-9,7%), mentre tra le località di montagna o lago la maggiore variazione negativa è in Calabria (-9,5%). C'è da notare che, rispetto al 2014, è quasi raddoppiata la percentuale di famiglie (dal 6,6% al 12,2%) interessate all’acquisto di un’abitazione nel corso del 2015.

Nell’ultimo anno è proseguita la tendenza recessiva dei valori immobiliari coinvolgendo le località turistiche. Senza riportare differenze significative tra mare e montagna, è continuata la dinamica negativa dei prezzi, con correzioni in media nell’ordine del 5%. A far segnare gli arretramenti decisamente più marcati sono state le località minori di Abruzzo e Calabria, con variazioni annuali in parecchi casi superiori al 10%, seppure non siano mancate riduzioni significative in corrispondenza di alcune delle località italiane più rinomate (Viareggio -10,2%, Forte dei Marmi -9,5%, Sestriere -8,3%, Madonna di Campiglio -7,4%, Lampedusa -7,1%). Nei singoli mercati sono in genere le localizzazioni periferiche a evidenziare segnali di debolezza più accentuati, con diminuzioni medie che sfiorano il 7%, ma con punte prossime al 17%.

A conferma della sostanziale omogeneità di andamento complessivo, è tuttavia possibile evidenziare i segnali recessivi registrati nelle zone più richieste per gli immobili di migliore qualità. L’arretramento, pur risultando più contenuto, si è comunque attestato nell’ordine del 4%, con picchi di poco superiori al 13%. Rispetto allo scorso anno non emergono evidenze di un rallentamento della spinta recessiva, sia a livello medio generale sia all’interno dei sotto-mercati.

Dopo circa otto anni di crisi economica è auspicabile attendere concrete indicazioni di un prossimo superamento della crisi che si manifesteranno, come accade oggi nei mercati urbani maggiori, prima con un’intensificazione dell’attività di vendita e, in un secondo momento, con un’inversione di tendenza di prezzi e canoni.

Francesco Fravolini