Pescara . Il più alto e semplice grazie a tutte le forze dell’ordine, a quanti ci tutelano nei perimetri delle nostre città, dentro e fuori dal nostro Paese

Saluto le autorità presenti, ma sopratutto gli uomini e le donne delle istituzioni, riuniti qui per una giornata celebrativa dei valori che essi vestono insieme alle rispettive divise, ogni giorno.

Non siamo molto distanti dal compimento del primo secolo del riconoscimento del 4 novembre quale Festa Nazionale. Accadde nel 1919, quando l’Italia era al tramonto della prima guerra mondiale.

Da allora questo giorno è il giorno dell’Unità Nazionale, in memoria della battaglia di Vittorio Veneto, che segnò uno dei traguardi epici della grande guerra di cui celebriamo i cento anni, ma anche per tenere a mente uno spazio senza tempo che ci invita a riflettere sui principi, sul numero sterminato di vittime che il conflitto provocò, sul futuro di una nazione libera e repubblicana che segnarono quei giorni.

E’ un anniversario speciale in cui la memoria civile e quella militare si fondono nel nome di coloro che combatterono perché il presente si concretizzasse e nel nome di quanti hanno raccolto da essi il testimone, continuando il loro percorso attraverso le divise scelte per rappresentare lo Stato.

Ci accingiamo anche a chiudere la celebrazione dei cento anni dalla Prima Guerra Mondiale. Era il 24 maggio del 1915 quando l’Italia entrò in guerra, il nostro futuro di diritti e libertà era una scommessa tutta da vincere.

Ce l’abbiamo fatta allora, resistendo eroicamente sulla linea del Piave e assistendo alla resa austriaca a Vittorio Veneto il 4 novembre.

E’ importante avere davanti agli occhi e dentro il cuore il significato di questo giorno e il peso di quello che è stato il  più grande conflitto mai visto per il vecchio continente, che coinvolse i maggiori Paesi, cambiando un numero impressionante di destini, milioni dei quali si fermarono sui campi di battaglia.

Ricordando quelle vite saluto e ringrazio tutti i rappresentanti delle forze armate, perché oggi come allora rappresentano le nostre braccia e le nostre gambe sul territorio in cui abbiamo scelto di vivere, dove crescono le nostre famiglie, che ogni giorno dobbiamo tutelare perché possa avere uno sviluppo capiente, in cui siano rappresentati gli interessi e i diritti di ognuno di noi, concittadino o ospite.

Il loro, dunque, è un compito fondamentale, perché ci aiutano a coltivare un equilibrio fatto di rispetto delle regole e di sicurezza che altrimenti sarebbe difficile mantenere. E lo fanno ogni giorno non solo dentro la divisa che portano, ma come cittadini, padri, madri, fratelli, mariti e mogli, come gente che è parte del bene comune e ne è al contempo anche esempio.

La cosa che tante volte mi ha colpito è che malgrado la loro dimensione normale di uomini e donne, si tratta di persone speciali, perché di fronte al pericolo o a un’emergenza non fuggono: vanno avanti, affrontano l’imprevisto con coraggio, mettendo spesso a repentaglio le proprie vite e il mondo che animano.

Li incontriamo sulle nostre strade, ma abbiamo la fortuna di vederli all’opera da mesi anche su una delle emergenze più sensibili del Mediterraneo: sono loro le braccia tese per salvare dal mare le vite di migliaia di migranti e rendere così meno impressionante il bilancio di quanti diventano vittime della fuga verso un futuro migliore, dal presente di guerra e persecuzione che non consente loro di vivere liberamente.

In questo anno e mezzo di governo ne ho incontrati diversi anche a Palazzo di Città, abbiamo voluto rendere pubblico il grazie detto ad alcuni di essi per gesti di tutela e di esempio verso la comunità e continueremo a farlo anche nei mesi e anni a venire, perché viviamo in un momento dominato dalla paura, che ha bisogno di luce e di modelli vicini per recuperare il senso della realtà e percorrerla con responsabilità.

Questa è la ragione per cui oggi celebriamo forze che sono anche le nostre risorse migliori e che rappresentano quello Stato di cui ognuno di noi è parte.

Come istituzioni chiediamo collaborazione ogni giorno a questi concittadini, perché abbiamo la necessità di rendere la nostra città vivibile e accogliente, anche in uno dei periodi più complessi della sua e della nostra storia.

E ciò diventa possibile grazie al loro impegno, alla volontà che mettono per migliorare, per quanto possono, la condizione di tutti, malgrado le difficoltà che devono affrontare per stare dalla parte dei cittadini e a tutela della sicurezza della comunità.

Allora, a nome della città voglio rendere il più alto e semplice grazie a tutte le forze dell’ordine, a quanti ci tutelano nei perimetri delle nostre città e del nostro Paese e a quanti hanno scelto di farlo all’estero, perché i valori di pace e cooperazione a cui anche la nostra Costituzione si ispira, siano forti e chiari ovunque e in qualsiasi condizione.

Pescara, 4 novembre 2015